sabato 19 gennaio - Aggiornato alle 03:44

Dalla Nigeria all’orto urbano ai piedi di San Francesco d’Assisi: Giulia conquista l’Oscar Green

Giulia e il suo orto urbano di Assisi (Foto Fabrizio Troccoli)

Giulia e il suo orto urbano di Assisi, premiata all’Oscar Green (Foto Fabrizio Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Arriva 28 anni fa dalla Nigeria, con un normale visto all’aeroporto di Fiumicino e da lì direttamente in Umbria. E’ la storia di Alì Dea Omoruyi «ma tutti mi chiamano Giulia» una donna di origini nigeriane perfettamente integrata in Umbria e vincitrice del premio Oscar Green, promosso da Coldiretti e indirizzato alle innovative idee in agricoltura. E’ stata vincitrice in ambito regionale con l’orto urbano del monastero benedettino di Assisi e poi finalista a Roma, per la finalissma nazionale.

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Lo stordimento dell’attenzione mediatica «Non riesco ancora neppure a capire quello che sta succedendo – ha detto a Umbria24 Giulia – a me hanno insegnato a lavorare ed io quello faccio ogni giorno. Non guardo la televisione e non uso internet quindi non sono riuscita a seguire neppure quello che hanno riportato i media dopo l’evento del Circo Massimo, a Roma. Quello che so è che tutti mi fermano e mi dicono che mi hanno visto. Ho vissuto una bellissima esperienza dopo tante difficoltà che ho avuto da quando sono arrivata in Italia, per le quali potrei scrivere un libro».

Grazie Umbria, grazie Assisi Giulia è responsabile insieme al marito Rolando dell’orto urbano del monastero dei benedettini di Assisi, ai piedi della Basilica di San Francesco. Un orto che apre ai cittadini per la vendita diretta, tre giorni a settimana, martedì, giovedì e sabato. «I residenti apprezzano i nostri prodotti che sono fatti in maniera naturale, senza additivi o altre cose che danneggiano la salute e la natura – dice ancora Giulia – e io vorrei ringraziare di tutti questi riconoscimenti tutti gli abitanti di Assisi, tutta la cittadina, tutte le belle persone che mi dimostrano il loro affetto e la loro gioia per il premio che abbiamo ricevuto insieme ai monaci di Assisi e per i nostri prodotti, vorrei ringraziare il monastero e tutti quelli che nel progetto dell’orto urbano hanno visto una bella realtà da premiare».

La lunga storia dell’integrazione Giulia prima di mettere in piedi questo progetto da Oscar ha vissuto sulla sua pelle una lunga storia di integrazione. «In Umbria mi sono spostata in tanti paesi, sempre lavorando onestamente, sempre conquistandomi la stima delle persone con cui ho lavorato. Ho coltivato a lungo il tabacco, poi ho fatto assistenza agli anziani, ho fatto la babysitter, mi sono occupata di ristorazione e tanti tanti altri lavori. Mi conoscono tutti ormai. Non ho mai preso la strada facile di fare i soldi facilmente come capita anche a tanti stranieri. Anche io se avessi voluto avrei potuto prendere altre strade invece ho sempre scelto la strada del lavoro, anche se questo ha significato tante difficoltà e anche un percorso in solitario. Ho incontrato l’uomo con cui sono stato insieme, l’unico da quando sono in Italia, che poi ho sposato. E’ un lavoratore ed è con lui che abbiamo fatto tanti sforzi, tanta fatica e tanti sacrifici per andare avanti. Oggi ho due figlie e una nipotina».

Il sogno di una azienda agricola Ma Giulia ha anche un sogno per il futuro: «Ho tante idee, tanta voglia di lavorare, amo il mio lavoro, amo la terra che ti collega al cielo. Vorrei realizzare una vera azienda agricola. E’ il sogno mio e di Rolando. Vorrei che le istituzioni ci aiutassero in questo. Sto cercano di trovare ancora del terreno quello che ci serve per potere dare vita ad una vera azienda agricola. Io da mia nonna ho imparato a coltivare ma anche a trasformare i prodotti dell’orto. Già adesso produco 12 erbe diverse, che gli assisani apprezzano tantissimo. Quando portano in tavola le mie insalate mi dicono di accorgersi che hanno un sapore diverso. Sono prodotte con il cuore e la sapienza di un tempo, ecco perchè. Ma io so anche trasformare le erbe per fare il te, so fare degli ottimi liquori, so trasformare  la frutta, gli ortaggi in conserve. Ecco questo vorrei fare, semplicemente potere produrre, trasformare e vendere i miei prodotti con una mia azienda agricola. Sto cercando un terreno a Bastia in affitto, per collegarlo agli altri terreni che coltiviamo. C’è tanta terra abbandonata e io ho intenzione di recuperarla e porarla a produrre dei bellissimi e buonissimi ortaggi».

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