sabato 20 ottobre - Aggiornato alle 08:21

Natale, la Chiesa umbra tuona contro i potenti: «Troppi poveri e tra i politici prevalgono le lobby»

di Iv. Por.

E’ sceso dal pulpito e ha ascoltato le proteste del popoli del Forconi, l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Basetti e poi ha pranzato con i poveri, come ogni Natale. «Siete un gruppo di manifestanti pacifici e vi ringrazio – ha detto ai manifestanti – perché ricordate alle persone che entrano nella nostra cattedrale l’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco. Auguro a voi e alle vostre famiglie un sereno Santo Natale». Il presule, presidente della Ceu, nella sua omelia ha parlato delle sofferenze causate dalla crisi non lesinando strali a chi fa troppo poco per uscirne. «Queste situazioni e altre – ha detto il vescovo – sono un grido, perché si arrivi a soluzioni eque, che comportino una più adeguata creazione dei beni ed una più equa distribuzione dei medesimi». E anche l’amministratore apostolico di Terni, Ernesto Vecchi, ha avuto parole dure per la politica.

L’incontro con i Forconi Bassetti ha salutato un gruppo di manifestanti del “Comitato 9 Dicembre” poco prima della messa di mezzanotte in Cattedrale. Come in altre proteste dei giorni scorsi (dalla sede Pd alla Banca d’Italia) esponevano un grande striscione con scritto “Papa Francesco/ Evangelii Gaudium/ Questa economia uccide” e distribuivano volantini con il titolo: “I poveri non possono attendere”.

Forconi alla Banca d’Italia: Foto – Video / In Consiglio regionale: Video

Forconi nella sede Pd: Foto – Video

Troppi poveri «Ci sono, purtroppo – ha detto il vescovo poi durante la messa – tanti fratelli che camminano nelle tenebre, perché altri fratelli li hanno ingannati o hanno tolto loro la speranza se non la dignità di uomini e di donne. Mi limito soltanto a qualche esempio, che abbiamo tutti dinanzi ai nostri occhi: i risvolti gravissimi di questa crisi economica, che ha portato il 40% dei giovani alla disoccupazione e non c’è niente di peggio vedere un giovane senza prospettive, deluso, senza speranza. Come anche piccole imprese prima ridotte allo stremo e poi naturalmente costrette a chiudere. I poveri, secondo le statistiche anche della nostra Caritas, sono raddoppiati in questi ultimi anni e troppe famiglie anche da noi non hanno nulla da mettere sotto l’albero di Natale e poco anche da mettere in tavola».

Vivere con sobrietà «Oggi – ha proseguito Bassetti – si è manifestata al mondo la grazia di Dio che porta salvezza a tutti gli uomini e ci impegna a vivere con sobrietà – ci ha detto san Paolo -, una sobrietà che deve seriamente ridimensionare tutti gli sprechi che ci sono nel nostro modo di vivere. Papa Francesco ha detto con forza che il cibo sprecato è tolto ai poveri! Vivere con sobrietà, con giustizia, con speranza ravvivate nell’attesa che, questo piccolo bimbo oggi nato a Betlemme, ritorni un giorno nella gloria. Allora ci dirà: “quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”».

Fare festa Ma il presule invita a non cedere al pessimismo. «Oggi Dio si è fatto uomo – ha detto –, il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi! Egli è Dio…, un Dio che sembra non risolvere i problemi, ma che li pone innanzi alla nostra responsabilità. Un Dio con molta umiltà bussa alla porta del cuore e chiede di essere accolto. Un Dio che non punisce i maligni…, anzi da loro è stato messo in croce! Un Dio che si rivolge ai poveri, ai perdenti, agli “scarti” – dice Papa Francesco -, a tutti noi che siamo poveri e peccatori. Un Dio che ha amato così follemente la nostra umanità da giungere al punto di farsi egli stesso uomo. Un Dio tenero e misericordioso, non un Dio lontano, assente, ma che ama per primo, prima di essere riamato. Un Dio che ha voluto sperimentare la tenerezza di una madre e la protezione di un padre verso una creatura senza averla generata. Un Dio meraviglioso, che si fa trovare nei piccoli, nei poveri, in chi si sente momentaneamente sconfitto. Se questo è il Natale, per nessuno di noi può esserci una sconfitta definitiva. Anzi, dobbiamo far festa perché Lui è venuto ad abitare nella piccola grotta della nostra esistenza».

Pranzo con i poveri Nella giornata del 25, come di consueto, tante famiglie della comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve hanno accolto persone in difficoltà, emarginate, sole, seguendo l’esempio dell’arcivescovo Bassetti che ha accolto a casa sua, nel quattrocentesco palazzo dell’Arcivescovado, più di settanta ospiti con la collaborazione di volontari ed operatori della Caritas diocesana. In parte sono fruitori abituali del Punto Ristoro Sociale Comune-Caritas “San Lorenzo”, ospiti della Casa “San Vincenzo”, gestita dalle Suore Figlie della Carità, e della struttura di accoglienza “Alle Querce di Mamre”, fondata del Servo di Dio Vittorio Trancanelli insieme alla moglie Rosalia e ad alcuni amici. C’erano anche famiglie che hanno in affido minori in difficoltà, persone “povere” per solitudine, come alcuni anziani, e famiglie di immigrati provenienti dal continente africano, da Paesi del Medio Oriente e Mediterraneo. Per tutte loro mons. Bassetti ha avuto parole di incoraggiamento e di conforto. Pranzi simili nelle parrocchie di Ponte San Giovanni e di Castel del Piano, nelle strutture di accoglienza della Caritas diocesana “Il Casolare” a Sanfatucchio di Castiglione del Lago e al “Santuario della Madonna dei Bagni” di Casalina di Deruta. A Terni, invece, nei saloni della Curia, circa 150 persone di diverse nazionalità e provenienza, hanno pranzato insieme a monsignor Ernesto Vecchi, amministratore apostolico della diocesi, condividendo nella gioia la festa del Natale. Persone in difficoltà, emarginate, sole, anziani, immigrati, si sono sedute alle tavole addobbate con i lavori dei ragazzi dell’Istituto tecnico di Narni scalo e Amelia, serviti da una trentina di volontari.

Lobby prevalgono su bene comune Una dura stoccata sui temi sociali è venuta anche durante l’omelia dell’amministratore apostolico. «Se vogliamo guardare in faccia la realtà del nostro mondo occidentale vediamo che le ragioni della sua crisi sono soprattutto due: primo, la secolarizzazione con il conseguente individualismo utilitarista: senza Dio è scomparsa l’etica della responsabilità, non siamo più responsabili dell’ambiente in cui ci troviamo (Weber) anche nei paesi dell’antica riforma; secondo, il ruolo della politica: senza Dio anche la democrazia cade nella trappola del potere, a scapito del bene comune. Essa deve reimparare dal Vangelo: “dare a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare”. Come diceva un illuminato docente (il Prof. Naso): ”Non prendetevela con Dio se Cesare scappa con la cassa”. Oggi si può aggiungere che non è colpa di Dio se in parlamento prevalgono le lobby anziché le ragioni del bene comune. Anche in questa legge ultima che hanno approvato, lasciano che i nostri giovani si rovinino con il gioco d’azzardo».

Radici cristiane «Purtroppo – ha aggiunto – nell’agone socio-politico italiano ed europeo prevale sempre più l’emergere di un progetto di vita al di fuori di Dio, nella persuasione che, per garantire la laicità della democrazia, la fede vada relegata nell’intimo della persona, dimenticando che l’autentica laicità ha radici cristiane e che il vero laico trova nell’ispirazione cattolica non solo una verifica della propria identità, ma anche il proprium da porre sulla bilancia delle decisioni democratiche».

Una replica a “Natale, la Chiesa umbra tuona contro i potenti: «Troppi poveri e tra i politici prevalgono le lobby»”

  1. Salvatore Andreetti ha detto:

    fatti non parole, che pensano i reverendi del fatto che PApa Francesco riceve i vertici della BCE arcinoti affamatori di popoli!!!!!!

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