Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 26 novembre - Aggiornato alle 09:46

Morì in un incidente in Giordania, le amiche che rimasero ferite la ricordano con un dono all’ospedale

Al ‘San Giovanni Battista’ di Foligno per donare un apparecchio di stimolazione elettrica transcranica (Tdcs) al reparto di Neuroriabilitazione

Marta e Cristina, specializzande vittime di un incidente stradale in Giordania lo scorso aprile, sono tornate insieme alle loro famiglie a far visita all’ospedale ‘San Giovanni Battista’ di Foligno per donare un apparecchio di stimolazione elettrica transcranica (Tdcs) al reparto di Neuroriabilitazione in cui hanno recuperato da molte delle sequele del trauma. All’incontro hanno partecipato anche i genitori di Lucia Menghini, loro collega e amica folignate, deceduta nello stesso drammatico incidente. Mauro Zampolini, direttore dell’oospedale, ha illustrato le caratteristiche di questo apparecchio il cui principio consiste nel trasmettere, tramite degli elettrodi posti sulla testa dei pazienti, una corrente continua a bassa intensità capace di andare a modulare l’eccitabilità della corteccia cerebrale sottostante in modo da poter facilitare l’efficacia della seduta riabilitativa. La Tdcs è giù utilizzata da anni in molti centri sia per problematiche neurologiche, specialmente collegate ad ictus, quali emiparesi, disfagia o neglect, ma anche nel disturbo di coscienza.

Con molta commozione, Cristina ha espresso la gioia di tornare in questa struttura di eccellenza e di poter donare questa apparecchiatura, ottenuta grazie alla raccolta fondi effettuata tramite Unicredit, per ricordare l’amica Lucia. «Quando arrivi in questi posti – ha aggiunto sua madre Mirella – non sei capace di capire all’inizio cosa sta succedendo e cosa succederà per cui, quando senti parlare di struttura di eccellenza, lo capisci entrando nelle dinamiche quotidiane, nel vedere la dedizione del personale, lo capisci quando vedi la cura di certe situazioni e dai risultati. La partecipazione di Sergio e Paola (i genitori di Lucia Menghini ndr) è importante perché Lucia è sempre stata nei nostri pensieri e sarebbe stata sicuramente contenta di appoggiare questa iniziativa».

Anche i genitori di Marta hanno voluto esprimere il loro vissuto. «All’inizio – ha spiegato la madre Ada – è stato molto difficile. Poi, quando la mamma di Cristina mi ha chiamato per dirmi ‘oggi ho parlato con Marta’, mi sono messa seduta e non ci volevo credere. La mattina dopo sono andata in ospedale e Paolo, OSS del reparto, mi ha detto ‘ma lo sai che stamattina mi ha salutato con un buongiorno?’ Da lì è partito tutto. Per me è una data importantissima da ricordare».

Per il padre Mauro «torniamo in un posto in cui le nostre figlie sono uscite in condizioni decisamente migliori ed in grado di portare avanti il loro percorso con maggiori speranze, grazie alla professionalità e alle competenze che abbiamo trovato. Lo strumento che viene oggi donato spero possa aiutare il percorso di miglioramento di altre persone in futuro. Anche se Lucia non è passata in questa struttura è come se fosse stata con le nostre figlie, per questo siamo qui con Sergio e Paola».

Federico Scarponi, responsabile del reparto di Neuroriabilitazione, ha ringraziato i familiari sia per la loro generosità che per l’importante ruolo avuto nel processo di recupero durante il periodo ospedaliero, stimolando nel modo migliore le ragazze e dando prosecuzione alle indicazioni del team riabilitativo durante le fasi della giornata riguardo l’assistenza e le attività da condurre. Al tempo stessocarponi ha ricordato il concetto di come il recupero riabilitativo non sia una corsa a sé fatta da un solo reparto, ma piuttosto di un percorso in cui ogni fase riveste la sua importanza e in cui ognuno si porta dietro i successi di chi lo ha preceduto e cerca di fare il suo meglio per il team che verrà dopo. Per tale ragione, il Responsabile del reparto di Neuroriabilitazione, ha ringraziato per il loro lavoro anche De Robertis e la sua équipe della Terapia intensiva così come il medico Celani e la Neurofisiopatologia dell’ospedale di Perugia, da dove erano state trasferite le due ragazze. Quindi i fisioterapisti e le logopediste che hanno seguito Marta e Cristina per il come le colleghe Ciotti e Guidubaldi dello stesso reparto di Neuroriabilitazione, Maiotti, esperta in Neuropsicologia, Micheli, psicologa del reparto e il team di infermieri e Oss.

I

I commenti sono chiusi.