mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 07:31

Monte Peglia proclamato riserva biosfera Unesco

Dall’Indonesia il riconoscimento a Orvieto e altri tre comuni, Costa: ‘Capitale naturale da conservare’. Marini e Cecchini: ‘Si aprono nuovi scenari’

Monte Peglia

 di Chia.Fa.

Monte Peglia proclamato riserva Mab Unesco, dove Mab sta per Men ad Biosphere, cioè un territorio in cui si rileva un rapporto equilibrato tra attività umana e conservazione dei valori naturali. Ci sono anche i 40 mila ettari di montagna umbra, che tocca quattro comuni, tra le tre riserve italiane proclamate riserve biosfera Unesco dalla trentesima sessione del Mab-Icc (il Consiglio del Programma internazionale uomo e biosfera dell’Unesco), in corso a Palembang, in Indonesia. Oltre al Monte Peglia il riconoscimento internazionale è stato assegnato a Ticino Val Grande Verbano e Valle Camonica-Alto Sebino, che fanno salire a 18 le riserve italiane riconosciute dall’Unesco. Festa grande naturalmente tra San Venanzo, Orvieto, Parrano e Ficulle, territori protagonisti dell’operazione.

VIDEO: PAOLA E NALLI

Monte Peglia riserva Unesco La candidatura era stata annunciata nel settembre scorso, dall’avvocato Francesco Paola, presidente del comitato promotore, di cui fanno parte l’associazione Monte Peglia per Unesco, come capofila, Umbrò, Arci caccia, Associazione italiana guide escursionistiche, Agenzia forestale regionale e i Comuni di San Venanzo, Orvieto, Parrano e Ficulle. Immediata la reazione del ministro dell’Ambiente Sergio Costa alla notizia rimbalzata dall’Indonesia: «Un riconoscimento internazionale importante per il nostro Paese. Le aree protette rappresentano il capitale naturale su cui investire, sia in termini sociali, sia in termini di ricerca sia, per quanto possibile, in termini economici legati alla sostenibilità. Il riconoscimento Unesco è un`ulteriore garanzia per la loro conservazione e valorizzazione».

Modello di sostenibilità Il Monte Peglia riserva mondiale Unesco è frutto di un lavoro complesso tradotto in un un dossier di centinaia di pagine, composto da studi, analisi, progetti, a cui ha fatto seguito la complessa istruttoria davanti alla commissione interministeriale, con l’obiettivo «di fare del Monte Peglia un esempio e un modello di sostenibilità nel Centro Italia anche come cerniera di tutte le aree protette italiane». Nei 40 mila ettari del Monte Peglia si possono ammirare cerri, roverelle e lecci insieme e tutte le varietà appartenenti alla famiglia delle querce, ma anche il carpinello, il corbezzolo, l’orniello, l’acero campestre, l’ailanto e la robinia e persino gruppi di pino nero innestati i primi del novecento.

Potenzialità Varietà estrema si rileva anche tra eriche, cornioli e biancospini, con la filliera e il pungi topo, mentre le varietà selvatiche, anche da frutto, abbandonate, sopravvissute e riprodottesi, sono oggi specie rare come il melo, il pero, il prugno e il ciliegio selvatici ed uliveti storici impiantati negli anni risorgimentali e abbandonati. Per il comitato promotore della candidatura che giovedì si è concretizzata con il riconoscimento Unesco, ci sono «grandi potenzialità in varie parti per la sentieristica attuale, tracciata in parte anche da fauna selvatica, ma anche su sentieri storici presenti sulle mappa. Tra essi un antico percorso che si reputa collegasse Marsciano a Todi e che da Poggio Aquilone scendeva nella valle costeggiando castelli oggi ridotti a ruderi perduti nel bosco, come Castelvecchio. Fino a Parrano e alle sue Tane del diavolo, e alle acque termali, abitata dal paleolitico».

Germani: «Progetto nato da comunità» A commentare il riconoscimento riserva Mab Unesco Giuseppe Germani, sindaco di Orvieto: «In questo momento la nostra gioia e la soddisfazione sono incontenibili. Siamo letteralmente commossi per aver raggiunto questo ambito risultato che va ascritto, innanzitutto, alla passione e alla tenacia dell’avvocato Paola che in questi mesi – la candidatura era stata annunciata lo scorso settembre – ha tenuto le fila di un complesso percorso». Gli step che ora seguiranno saranno illustrati la prossima settimana in una conferenza stampa: «Eravamo consapevoli – aggiunge il sindaco Germani – della caratura del progetto finalizzato alla formazione dei giovani, allo sviluppo del turismo e dell’agricoltura sostenibile, intorno al quale, nel tempo, si è formata una consapevolezza diffusa nonché l’apprezzamento per la metodologia che è veniva seguita. Un progetto cioè non calato dall’alto, ma iniziato spontaneamente dalle comunità locali interessate, maturato dal basso; costruito, passo dopo passo, grazie all’ascolto delle istanze delle comunità di montagna dell’Area Interna Sud-Ovest Orvietano, un’area pilota per la nostra Regione. Anche per questa sua ‘genuinità’ il progetto ha riscosso ampi consensi in Italia, a Parigi e nell’assemblea in corso in Indonesia».

Marini e Cecchini: «Si aprono nuovi scenari»  Venerdì mattina a commentare anche la presidente Catiuscia Marini e l’assessore Fernanda Cecchini che hanno parlato del riconoscimento Unesco per il Monte Peglia come di «una notizia bellissima per un territorio incontaminato che è nel cuore della nostra Umbria. Questo riconoscimento premia il lavoro dei Comuni e dell’associazione Monte Peglia per Unesco, che ha fatto partire questa candidatura dal basso, grazie all’impegno tenace di un comitato di cittadini cui si sono aggregati associazioni, soggetti pubblici e privati. Da questo momento – concludono – si aprono nuovi scenari e prospettive per lo sviluppo di questo luogo di pregio eletto a modello culturale di sostenibilità in un momento caratterizzato da crisi e emergenze climatiche».

@chilodice

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