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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:37

Montanari sul caso dei fasci littori di Perugia: «Fateci un murale vicino per disprezzarlo come merita»

Il rettore dell’Università per Stranieri di Siena propone tre opzioni tra cui quella per lui «più creativa e coraggiosa»

«Commissionare un grande murale (o comunque un’installazione artistica) di immagini e parole antifasciste che contestino quel piccolo, sporco fascio: che lo vilipendano, lo mettano alla gogna, lo additino al disprezzo che merita». È la terza e ultima proposta di Tommaso Montanari, il rettore dell’Università per Stranieri di Siena che, sul Il Venerdì di La Repubblica, ha proposto indicato tre possibilità per il caso del fascio littorio restaurato al Mercato coperto nell’intervento «Perché quel fascio subdolo va subito rimosso».

Montanari sul caso dei fasci littori di Perugia Per il prof occorre fare «quello che si farebbe, per esempio, in Germania con una grande svastica dipinta in un luogo pubblico. Quello che in Italia la Costituzione antifascista obbliga a fare». Montanari quindi indica tre vie, con la prima che è «staccare quel dipinto dal muro (tutto anche il Grifo) e portarlo in un museo. Perché cancellare la storia è sbagliato e pericoloso» e perché, aggiunge, «è giusto, anzi necessario, che i bambini di Perugia imparino, visitando un museo, che la loro città fu insieme vittima e complice di un regime disumano e mostruoso. Imparino a conoscere il passato per non ripeterlo». Allo stesso modo per il rettore della Stranieri di Siena «non è giusto che quel fascio continui a trionfare in un luogo pubblico, senza contraddittorio e senza l’infamia che merita». La seconda opzione indicata da Montanari sul settimanale è «lasciare la pittura in loco e nasconderla con un pannello o con una scialbatura. Ma è una soluzione debole: è come mettere la polvere sotto il tappeto». Infine «la soluzione più creativa e coraggiosa», quella artistica del «murale (o comunque un’installazione artistica)», perché così, scrive Montanari, «un palinsesto di significati saprebbe spiegare chi siamo stati, ma anche chi vogliamo essere: antifascisti sempre. Mai come oggi – conclude – con le fogne così clamorosamente riaperte, è necessario e urgente».

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