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domenica 27 settembre - Aggiornato alle 17:10

Mobilità sanitaria tra Regioni: in Umbria «saldo negativo minimo» da 10,4 milioni

Analisi della Fondazione Gimbe su crediti e debiti del 2018: stesso range di Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Piemonte

Foto archivio Piron Guillaume Unsplash

di C.F.

«Saldo negativo minimo» per 10,4 milioni. E’ la diagnosi della Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria dell’Umbria emessa a seguito dell’analisi dei crediti (prestazioni erogate da ciascuna Regione per cittadini non residenti) e dei debiti (prestazioni erogate ai cittadini al di fuori della Regione di residenza) relative all’anno 2018. Complessivamente in Italia il valore della mobilità sanitaria attiva (indice di attrazione) e passiva (indice di fuga) gira intorno ai 4,6 miliardi di euro ed evidenzia una forte attrazione delle grandi Regioni del Nord ed estremamente limitata delle Regioni del Centro-Sud.

Mobilità sanitaria In particolare, il report dell’Osservatorio dell’organizzazione indipendente rileva per l’Umbria quasi 90 milioni di crediti, maturati nei confronti di altre Regioni per aver preso in cura pazienti da loro residenti, e quasi 100 milioni di debiti, che Palazzo Donini ha pagato ad altre Regioni che, invece, hanno accolto umbri nelle loro strutture sanitarie. Da qui il «saldo negativo minimo» assegnato all’Umbria che rientra nel range previsto per i debiti fino a 25 milioni insieme a Valle d’Aosta (4,7 milioni), Friuli Venezia Giulia (6,8 milioni) e Piemonte (13,5 milioni). Tutte le altre Regioni sono invece collocare in categorie che variano dal positivo rilevante, in cui la migliore perfomance è di Lombardia (739,6 milioni) ed Emilia Romagna (324 milioni), al negativo rilevante, dove invece la maglia nera la indossano Campania (350 milioni) e Calabria (287,4 milioni).

@chilodice

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