venerdì 26 aprile - Aggiornato alle 18:38

«Mio figlio salvato dai pediatri di Spoleto: reparto da difendere con le unghie»

Lettera di una mamma che trova la forza di raccontare la corsa in ospedale col neonato e quella notte di paura

Ospedale di Spoleto (foto Fabrizi)

Pubblichiamo la lettera di Valentina, una mamma spoletina, che quasi un anno fa è dovuta correre in Pediatria con il proprio figlio nato da pochi mesi e il loro intervento di stabilizzazione, in attesa del trasferimento, è stato fondamentale. Il reparto dell’ospedale di Spoleto vive una fase di emergenza causata dalla carenza di pediatri: tre quelli che da mesi stanno garantendo il servizio h24 necessario anche per il Punto nascita del San Matteo, più un’unità a mezzo servizio. Su change.org è già scattata la petizione, giovedì in consiglio comunale il vicepresidente e anestesista Marco Trippetti ha lanciato un appello ai pediatri di base e in pensione, chiedendogli di rendersi disponibili a fare turni a reparto fino a quando non sarà superata la fase emergenziale con l’arrivo di rinforzi.

È passato quasi un anno da quella notte in cui mio figlio è stato male. È passato quasi un anno da quella notte in cui siamo corsi in ospedale e abbiamo trovato ad accoglierci un reparto di Pediatria pieno di dottori, infermieri e anestesisti che hanno prontamente capito la gravità della situazione e hanno operato rapidamente per salvargli la vita.

Riesco solo ora a mettere insieme le migliori parole che posso trovare per ringraziarli: siamo stati tanto fortunati a trovare tutti loro, perché se così non fosse stato, la situazione sarebbe finita nel peggiore dei modi. Oggi Francesco sta bene, grazie a loro e grazie all’ospedale in cui ci hanno trasferiti con la massima urgenza.

Era da tempo che sentivo la necessità di raccontare questa nostra storia per far conoscere a tutti una realtà così importante e indispensabile per la nostra comunità: ho deciso di farlo in questo momento vista la situazione, non proprio rosea, in cui versa il reparto.

Dico sempre a tutti (e lo ripeto molto spesso anche a me stessa) che decidere di diventare genitori in questo momento storico del nostro paese è una scelta molto coraggiosa: per questo motivo credo che tutti noi abbiamo il dovere di difendere con le unghie e con i denti quel poco che abbiamo.

Concludo ringraziando nuovamente con il cuore il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Spoleto e il reparto di Ostetricia e Ginecologia, perché quella notte si sono presi cura di tutti noi e continuano a farlo ancora oggi.

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