giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 00:25

Minimetrò-ospedale, Comune boccia le navette: «Ma col Bus rapid transit 272 corse al giorno»

In commissione no all’odg del centrosinistra. L’amministrazione: «Costerebbero 300 mila euro. Entro giugno progetto al Ministero»

Brt, il progetto della corsia preferenziale di fronte all'ospedale

No alle navette e avanti col progetto del Bus rapid transit, che il Comune presenterà al Ministero entro il 30 giugno. Giovedì a Perugia in Terza commissione è stato discusso l’ordine del giorno, presentato dal Pd e dai due gruppi che fanno capo a Giuliano Giubilei, con il quale si chiede alla giunta di dare vita a un servizio di navette per collegare la stazione del minimetrò di Pian di Massiano all’ospedale Santa Maria della misericordia. L’atto è stato bocciato con 4 voti a favore (Borghesi, Paciotti, Maddoli e Zuccherini), 10 contrari (Casaioli, Valigi, Lupattelli, Giustozzi, Mencaglia, Pici, Cesaro, Renda, Ricci e Volpi) e un astenuto (Morbello).

BUS RAPID TRANSIT: IL PROGETTO

Bus rapid transit Il no della maggioranza è motivato sulla base di quanto previsto nel nuovo Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile approvato mesi fa ma le cui previsioni vanno tutte trasformate in realtà. Tra queste c’è il progetto del Brt, il Bus rapid transit che dovrebbe collegare Castel del Piano a Fontivegge: Naldini ha ricordato che si tratta di un sistema con una frequenza dei mezzi di 15 minuti, cioè 68 mezzi al giorno nelle due direzioni, a cui si aggiungerebbero altre navette lungo l’itinerario Ospedale-via Donizzetti-Centova-via Cortonese e Pian di Massiano, sempre con la frequenza di un quarto d’ora. «Alla fine – ha detto il dirigente tenendo conto dell’intera offerta – avremmo 272 corse al giorno di mezzi mirati sull’ospedale (oggi sono circa 120, ndr), a cui si aggiungono ulteriori linee di servizi supplementari. È un’offerta mostruosa per migliaia di passeggeri all’ora».

Onnis La gara del Ministero, che in un primo momento accettava solo progetti relativi a filobus, è stata modificata e prorogata fino al 30 giugno prossimo, data entro la quale il Comune presenterà la sua proposta insieme ad Azienda ospedaliera, Regione, Università e Rfi. Il no alle navette è stato motivato anche con il costo, che ammonterebbe a circa 300 mila euro. Alla seduta hanno partecipato anche il commissario straordinario dell’ospedale Antonio Onnis, il dirigente Leonardo Naldini e l’assessore alla Mobilità Luca Merli. Il commissario ha ricordato che l’afflusso medio all’ospedale, afflitto da anni c’è anche dal problema della sosta selvaggia, è di 10-12 mila persone, con picchi di 15 mila.

OSPEDALE, PICCHI DI 18 MILA AUTO AL GIORNO

Sosta selvaggia Quanto ai collegamenti, Onnis ha invitato a tenere conto da un lato il fatto che l’afflusso verso l’ospedale riguarda un’utenza che arriva non solo da Perugia e, dall’altro, che si deve necessariamente garantire l’accesso con l’auto privata alle persone con ridotta autonomia motoria. «Dal nostro punto di vista – ha detto – siamo d’accordo sull’idea che si sviluppi una forma di mobilità pubblica verso l’ospedale, anche in considerazione del percorso che abbiamo intrapreso nella direzione di diventare un green hospital, ma è importante tenere presenti questi due aspetti». Quanto alla sosta selvaggia, «il parcheggio – ha detto Onnis – richiede una riflessione seria per una sistemazione di diversa natura, con un masterplan per l’utilizzo di quell’area».

Serve una soluzione Merli sul punto ha aggiunto che l’area sterrata del parcheggio è di proprietà dell’Università e ha assicurato che metterà intorno a un tavolo le parti per trovare una soluzione. «Data la stratificazione e diversificazione dell’utenza dell’ospedale – ha detto poi sul punto Naldini – all’incirca un 20-30% potrebbero essere gli utenti che potrebbero sostituire il mezzo proprio con il trasporto pubblico, ma qui subentra la tematica della “comodità” della sosta che rende più difficile convincere l’utenza a utilizzare i mezzi pubblici». «La maggioranza – dicono Pd e Giubilei commentando la bocciatura – si è trincerata dietro un Pums approvato ad aprile e non ancora entrato in vigore. Noi crediamo invece, anche in attesa di attuazione del Piano (nella speranza che verrà prima o poi attuato), che alcune azioni importanti e prioritarie debbano essere attuate anche nella situazione attuale».

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