domenica 9 dicembre - Aggiornato alle 20:22

Metro Terni-Cesi, apertura slitta a 2018: espropri a rilento e bando da 5.5 mln per completamento

La Terni-Cesi (foto U24)

Ancora ritardi per la metropolitana di superficie Terni-Cesi. Non sarà operativo prima del 2018 il collegamento di 7 chilometri già costato circa 10 milioni di euro, ma su cui si attende ad aprile la pubblicazione di un bando da altri 5.5 milioni per centrare, tra le altre, il completamento delle opere civili, l’elettrificazione del secondo binario, la realizzazione degli impianti tecnologici e la nuova stazione di Cesi.

Espropri Ma in questa fase a ingolfare l’opera, conclusa nel 2009 con sette anni di ritardo sul tabellino di marcia, sono soprattutto le procedure di esproprio istruite da Umbria mobilità su una serie di terreni privati collocati nella zona del vecchio Tulipano, ma anche area di proprietà del Comune che non ha ancora proceduto a deliberarne la cessione bonaria.

Metro di Terni pronta nel 2018 Gli aggiornamenti del caso sono stati forniti in consiglio comunale dall’assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari che durante il question time ha risposto a un’interrogazione presentata dal M5s sulla metropolitana di superficie Terni-Cesi. L’assessore in aula ha letto l’ultima lettera inviata da Um a Palazzo Spada e con la quale si mette nero su bianco che «l’apertura definitiva della metropolitana di Terni non potrà avvenire prima del dicembre 2017».

Nuovo appalto da 5.5 mln Oltre agli espropri, infatti, ad aprile è attesa la pubblicazione di un bando da 5.5 milioni, fondi stanziati dal Cipe per il completamento dell’opera e già nelle disponibilità della Regione. L’avviso dovrebbe vedere la luce ad aprile, appaltando l’ultimazione delle opere civili, la realizzazione di impianti tecnologici per l’attivazione del tratto raddoppiato, l’armamento, l’elettrificazione del secondo binario e la realizzazione della nuova stazione di Cesi.

Variante al Prg Ma come evidenza Um nella lettera inviata al Comune di Terni, prima di procedere alla pubblicazione del bando sarà necessario che il municipio predisponga la relativa variante al Piano regolatore generale. Ecco perché tra modifiche urbanistiche, appalti e interventi veri e proprio la metropolitana di superficie non vedrà la luce prima de 2018.

Stazioni nel degrado e Corte dei Conti Da più parti, poi, si evidenzia che in attesa del completamento occorrerà rimettere mano anche alle otto fermate concluse nel febbraio 2009, ma che attualmente versano in condizioni di forte degrado. Va infine ricordato che l’opera e relativi ritardi sono finiti nel mirino della Corte dei Conti che, attraverso un’indagine affidata alla Guardia di Finanza e tuttora in corso, ha ipotizzato un danno erariale di circa 5 milioni di euro.

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