venerdì 7 agosto - Aggiornato alle 22:40

Medicina, test d’ingresso: a Perugia quasi 70 posti in più. Diritto allo studio, le proposte

Il Ministero ha aumentato quelli a disposizione: saranno in tutto 519. In consiglio regionale audizione di associazioni studentesche e Cgil

Il Dipartimento di Medicina (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

All’Università di Perugia ci saranno quasi 70 posti in più a disposizione per chi vorrà diventare un medico o esercitare una delle altre professioni sanitarie; non pochi dato che fino a oggi erano in tutto 452. Come annunciato mercoledì dal ministro dell’Università Gaetano Manfredi infatti, in tutto il paese «abbiamo aumentato il numero di posti disponibili, 1.500 in più rispetto allo scorso anno, sfruttando al massimo la capacità formativa; considerando sia Medicina che le professioni sanitarie, è il massimo che possiamo fare con il numero di docenti e di strutture a disposizione».

I test d’ingresso In totale dunque per l’anno accademico 2020/2021 saranno più di 13 mila i posti a disposizione, 519 dei quali in Umbria, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente secondo l’analisi fatta da Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. I test d’ingresso, 60 domande a scelta multipla in 100 minuti, si terranno a settembre in presenza e l’iscrizione potrà essere fatta sul sito www.universitaly.it dal primo al 23 luglio; tutti i dettagli sono stati pubblicati mercoledì dal Ministero. Sempre nel corso della giornata, Manfredi ha annunciato che sono state aumentate le borse di studio per sostenere gli studenti universitari: 10 mila in più attraverso uno stanziamento di 40 milioni di euro.

L’audizione Di diritto allo studio si è parlato nelle scorse ore anche in consiglio regionale, dove in Terza commissione sono stati ascoltati i rappresentanti di Sinistra Universitaria-Udu Perugia, Altrascuola-Rete degli studenti medi Umbria e Cgil Umbria. Sul tavolo, in particolare, le proposte di gestione sociale ed economica dell’attuale fase di emergenza sanitaria in Umbria, riportate nel rapporto da associazioni e sindacato. Per quanto riguarda le borse di studio, gli studenti chiedono che venga innalzata la somma erogata agli aventi diritto – attualmente di 200 euro – e che siano rivisti i criteri di accesso per consentire una maggiore copertura della popolazione. Tra le richieste, oltre al rimborso relativo al mancato utilizzo degli abbonamenti ai mezzi pubblici, anche l’istituzione di un Fondo regionale di sostegno economico ai conduttori di locazioni private, in favore di di studenti fuori sede in difficoltà economica, studenti lavoratori, lavoratori precari, disoccupati con impossibilità di pagare i canoni di locazione, di cui possano beneficiare i soggetti con un valore Isee di 50 mila euro o inferiore.

Le proposte Nel documento presentato alla commissione alcuni capitoli sono dedicati anche alle politiche attive del lavoro: «L’Università e successivamente anche le parti sociali e gli imprenditori – è stato detto – si devono impegnare affinché una adeguata formazione metta le persone in condizione di entrare come parte attiva nella società, in un momento in cui, invece, cresce il numero di chi un lavoro non lo cerca nemmeno, restando fuori». Gli studenti delle superiori poi si sono concentrati sull’accesso alle attività didattiche (vedi quello alle diverse piattaforme che spesso risulta difficile o impossibile) e sulla richiesta di investimenti che tengano in considerazione anche le condizioni socioeconomiche delle famiglie e non esclusivamente il numero di studenti che frequentano i singoli istituti. Proposta, infine, una cabina di regia composta da Regione, Ufficio scolastico, rappresentanze degli studenti e dei docenti che funga come spazio di raccordo e di elaborazione di linee guida nonché di monitoraggio della situazione.

Twitter @DanieleBovi

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