lunedì 25 maggio - Aggiornato alle 00:21

Marche aprono ai comuni confinanti di Abruzzo e Romagna: «Pronti a firmare anche con l’Umbria»

Ceriscioli e Bonaccini firmano, oggi accordo anche Marsilio ma da Tesei ancora nessun ok. Pd torna alla carica

La presidente durante la conferenza stampa

Il decreto e poi gli accordi, il primo con il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, già firmato, e il secondo con Marco Marsilio dell’Abruzzo. Si è mosso così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli che, con il provvedimento 159, ha stabilito che, «previa comunicazione congiunta da parte dei presidenti delle Regioni, dei presidenti delle Province o dei sindaci dei Comuni tra loro confinanti ai prefetti competenti, sono consentiti gli spostamenti anche al di fuori della Regione Marche, nei limiti della provincia o del comune confinante, da parte di residenti in province o comuni collocati a confine tra Marche e altre Regioni». Poi ha firmato la comunicazione in questione insieme a Bonaccini che è stata inoltrata ai prefetti di Pesaro e Rimini, informandoli che coi provvedimenti delle rispettive Regioni è stata autorizzata la possibilità «di autorizzare la visita tra congiunti residenti nelle province di confine» delle due regioni.

I FIDANZATI AL CONFINE NEL CRATERE

«Pronti a firmare anche con l’Umbria»
Con un post sui social, poi, Ceriscioli ha spiegato che «oggi stiamo firmando la stessa comunicazione insieme con il presidente Marco Marsilio della Regione Abruzzo», aggiungendo che «se anche le altre Regioni confinanti saranno d’accordo, siamo pronti a procedere immediatamente», ossia Umbria, Lazio e Toscana, con le province di Perugia, Rieti e Arezzo. Dopo il governatore della Toscana Enrico Rossi, il primo domenica scorsa a firmare l’ordinanza di apertura dei confini, si sono mosse anche le Marche, mentre la presidente Donatella Tesei, per ora, non ha firmato il provvedimento. E, inevitabilmente, tornano a sollecitarlo i consiglieri regionali del Pd Michele Bettarelli e Simona Meloni che invitano la governatrice «a trovare il coraggio di assumersi una responsabilità e a fare, seppur con un colpevole ritardo, l’ordinanza che consente la mobilità tra regioni nei territori confinanti» aggiungendo che «la Regione, autorizzando questi spostamenti dimostrerebbe inequivocabilmente che l’Umbria è una Regione sicura: non è più il tempo di piangersi addosso e scaricare responsabilità altrove; si dimostri la forza e la serietà degli umbri». I due consiglieri di opposizione, poi, replicando alle perplessità della governatrice filtrate sulla legittimità del provvedimento di apertura dei confini per i residenti dei comuni limitrofi ricordano che è lo stesso decreto 33 del governo a autorizzare le singole Regioni, sulla base dell’andamento epidemiologico, a introdurre misure derogatorie rispetto a quelle statali».

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