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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 16:56

Manca poco alla chiusura della Pediatria di Perugia, ospedale: «Presto rinforzi»

Il 17 luglio la data della chiusura ambulatori,il 31 del reparto. Verini: «Pericolosi giochi di potere». E’ Corsa contro il tempo

© Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli 

E’ corsa contro il tempo per provare a salvare la Pediatria di Perugia, centro di riferimento per emergenze e patologie gravi dei bambini di tutta la regione. Quella che sarebbe dovuta essere una delle eccellenze della sanità regionale da potenziare e arricchire di servizi, quali un vero pronto soccorso con triage e organico sufficiente a rispondere alle domande di assistenza, è oggi un ‘paziente grave’ da salvare. Il 17 luglio è la data della chiusura degli ambulatori e, quella del 31 è la data che mette a rischio i servizi in reparto, cioè la fine. Dall’addio, ‘amaro’, del primario Susanna Esposito, che aveva provato a un rilancio di questa struttura, non riuscendoci per logiche trasformatesi in denunce, la Pediatria di Perugia ha assistito a un progressivo declino.

Coletto L’assessore regionale Coletto, a Umbria24 ha detto: «Stiamo risolvendo una situazione che non è solo di Perugia, come ho già detto, perché i pediatri e gli anestesisti mancano a livello nazionale. Fortunatamente i numeri delle borse di studio di specialità il Governo le sta aumentando rendendo la gestione dei professionisti molto più semplice».

Il quadro A fare due conti veloci, oggi degli 11 pediatri che garantiscono il servizio, in condizioni altrove impensabili, come ferie saltate, turni allungati, straordinari e coperture appese all’auto-organizzazione, e ad azioni di generosità (che tuttavia non riducono la responsabilità rispetto alla delicatezza di alcuni interventi da compiere su piccoli pazienti che arrivano in condizioni gravi), ne sono rimasti 5. E pensare che qui vengono compiute 18 mila visite d’urgenza l’anno, 3 mila ricoveri, 8 mila visite in ambulatori. E aggiungiamoci anche che questo è l’unico centro autorizzato a trattare minori ammalati di Covid.

In reparto Intanto le indiscrezioni raccolte da Umbria24 parlano di una pediatra in arrivo dopo metà luglio da Città di Castello (la data potrebbe essere quella del 17). Lo scorso 30 giugno scorso è uscito un bando per un concorso relativo a 5 posti di medico pediatra per l’ azienda ospedaliera di Perugia e soltanto pochi giorni prima quello per ricoprire l’incarico di direttore del reparto. Resta l’incognita tempo, tenuto conto di quello necessario, mediamente, all’espletamento dei concorsi. Inoltre, al momento dell’assegnazione è necessario che il vincitore sia libero. Se invece è affidato ad altre aziende deve ottenere il nulla osta per il trasferimento e, ciò, richiede ulteriore tempo. Quello che maggiormente preme al personale attualmente impiegato è tuttavia la questione triage e pronto soccorso. Una questione annosa che nessuno, ad oggi, è stato in grado di risolvere. E che significa semplicemente che i bambini arrivano al pronto soccorso generale, quello degli adulti per essere chiari. E, da qui, vengono trasferiti in Pediatria senza nessun codice. Con il risultato che rimangono n attesa fuori dal reparto, senza neppure l’assistenza di un infermiere per la visita. Che, sarà sicuramente compiuta da un medico pediatra, contemporaneamente impegnato con i bambini ricoverati in reparto. Insomma il medico di guardia e di urgenza è lo stesso che tiene in cura i piccoli pazienti nel reparto. Se una simile condizione non trova soluzione, ci saranno con ogni probabilità nuove uscite, cioè nuovi licenziamenti, come quelli di questi giorni, alcuni dei quali si sarebbero potuti evitare se la situazione non fosse così sotto pressione.

Organico Attualmente al comando del reparto c’è il facente funzioni Giuseppe Di Cara, mentre il vice storico Maurizio Stefanelli è diventato primario a Foligno. La storia recente parla di medici della struttura sono rimasti contagiati dal Covid e quindi i nodi al pettine di una fragilità di fondo organizzativa e di equipaggio. Sono arrivati in rinforzo due pediatri da Pantalla ed Assisi. Che alla prima occasione sono rientrati. Contemporaneamente vanno in pensione in due, e una si licenzia per trasferirsi in una struttura con meno pressione. Ad oggi risulta che c’è soltanto una sostituzione, le ferie estive diventano un rebus per i pediatri rimasti, mentre in ambulatorio si effettuano soltanto 5 visite a settimana, con 500 arretrate da smaltire, tenuto conto delle ‘restrizioni covid’. Su alcuni servizi non è possibile neppure prenotare. Di Cara si è visto costretto a programmare la chiusura dei servizi dal 17 di gastroenterologia, diabetologia, endocrinologia, reumatologia e allergologia.

La risposta dell’ospedale Dall’ospedale, nella serata di sabato arriva una nota che porta la firma del nuovo commissario straordinario Marcello Giannico: «Le problematiche del reparto di Pediatria di Perugia mi sono state rappresentate dall’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, sin dal primo momento della mia nomina, come una priorità da affrontare. Con l’arrivo del direttore amministrativo, Enrico Martelli, si è completata la Direzione aziendale e nei prossimi giorni lavoreremo per individuare le risorse e definire le procedure per l’affidamento di incarichi professionali aggiuntivi, in modo da risolvere le criticità esistenti scongiurando una riduzione del servizio».

«Scongiurare»Il termine scelto è «scongiurare». Ed è probabilmente quello più appropriato in questa corsa contro il tempo che segna ormai un mese da quando la presidente della Regione è stata avvisata dell’emergenza dalla direzione di questo reparto. Martedì la presidente Tesei, insieme al rettore dell’università di Perugia Oliviero faranno visita ai reparti dell’ospedale e poi incontreranno il personale nel polo didattico universitario. «L’incredibile situazione a Pediatria su cui il gruppo Pd in Regione era già intervenuto, è solo l’ultimo episodio che rivela l’inadeguatezza di questa Giunta Regionale», sono le parole del commissario Pd Walter Verini. «Le proteste – continua – contro le gravi incertezze sul futuro di ospedali come quelli di Foligno e Todi, altre incertezze che riguardano la sanità nel ternano, servizi ambulatoriali e diagnostici la cui ripartenza è precaria, ora Pediatria: sono tutti tasselli di un mosaico che conferma un non governo della sanità. Si mettono in atto pericolosi e inaccettabili giochi di potere sul futuro delle Asl umbre; ci si attarda su progetti bislacchi e opachi come quello dell’ospedale da campo; si adottano delibere gravi e stupide contro le donne, come quella legata alla RU 486 e non ci si cimenta invece – con rigore e apertura – sui problemi reali del futuro della sanità pubblica in questa regione, per garantirne quella qualità raggiunta nei decenni. Diciamo alla Tesei: basta con arroganza e chiusure; si ascoltino davvero i cittadini, i medici e gli operatori, le istituzioni locali, le opposizioni consiliari e tutti coloro che hanno a cuore gli interessi generali del servizio sanitario pubblico»

M5s «Sembra assurdo solo a raccontarlo. Se veramente all’ospedale di Perugia, dal 17 luglio verranno prima chiusi gli ambulatori specialistici di Pediatria e poi, da fine mese, potrebbe chiudere il reparto stesso a causa di carenza di personale medico, sarebbe davvero un fatto gravissimo». E’ quanto ha dichiarato la senatrice Emma Pavanelli del M5s che aggiunge: «L’assessore alla Sanità della giunta Tesei cosa racconterà a tutti gli umbri che, a breve, saranno costretti ad andare fuori regione per curarsi?»

Modena «E’molto facile vestire i panni dell’opposizione dopo aver governato la sanità dal 1970, pensando di cancellare errori, pasticci di ogni genere e fuga delle eccellenze. Le note degli esponenti del Pd su pediatria sono stonate, cacofoniche e fuori posto», è quanto scrive in una nota la senatrice di Forza Italia Fiammetta Modena. «La Giunta regionale sta rifondando la Sanità – scrive -, perché di questo si parla. E lo fa dopo essere uscita a testa alta dall’emergenza del Covid. Dopo aver garantito salute e sicurezza ai cittadini e un oasi per il turismo. Di quali proteste parla l’on Verini? Di quali incertezze? Di quale non Governo? Il Pd non sarebbe in grado neppure concettualmente di rimettere a posto il sistema sanitario, ridotto , come è, a sub polemiche di spessore pari ai suoi alleati di Governo. La Sen. Pavanelli potrebbe invece leggere le risposte pubbliche dell’assessore invece che stracciarsi le vesti. La Giunta regionale insieme all’emergenza Covid, sta assumendo tutti i provvedimenti necessari per risolvere problemi creati da altri. Non siamo giustizialisti, ma Pediatria viene da una storia molto tormentata. Chi ha avuto la responsabilità politica e amministrativa potrebbe avere la decenza di tacere. E lanciare le sue invettive contro il proprio Governo che lascia regioni e comuni a piedi, alla faccia dei servizi pubblici. Grazie alla Presidente per l’impegno che ci mette ogni giorno. Questo conta e non gli strepiti dei sepolcri imbiancati».

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