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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 16:46

Manca la maestra di sostegno, bambino autistico rimane a casa

Non è stato il primo giorno di scuola per lui. Segnalare casi simili

Un insegnante con un suo alunno

Probabilmente non è il solo caso. Sicuramente non è la prima volta che accade. E forse neppure l’ultima, tenuto conto che le numerose segnalazioni di bambini a cui non viene garantito il sostegno per la fragilità di cui è portatore. Accade anche all’epoca del covid e accade in Umbria. Questa volta è la mamma che denuncia il secondo giorno di assenza da scuola del figlio. Si tratta di un ragazzo affetto da autismo e chissà in quante altre famiglie, anche in Umbria, si sta registrando lo stesso fenomeno, per questa o per altre patologi per cui dovrebbe essere garantito, fin dal primo giorno di scuola l’insegnante di sostegno. L’invito, a chi conosce di queste realtà è di segnalarle, anche a questa redazione, scrivendo a [email protected], in modo da portare alla luce un fenomeno antico quanto attuale e quanto urgente.

La denuncia Questa volta se n’è fatto portavoce il presidente dell’assemblea regionale dell’Umbria Marco Squarta: «L’alunno per seguire al meglio le lezioni ha necessità che un adulto gli stia vicino – riferisce Squarta – ma secondo quanto si è appreso dalla mamma prima dell’inizio dell’anno scolastico la famiglia ha ricevuto comunicazione da parte della direzione didattica a proposito del fatto che all’appuntamento con la campanella non ci sarebbe stata l’insegnante di sostegno. Sempre stando a quanto sostenuto dalla famiglia, allo stato, la scuola non sarebbe neppure in grado di indicare un tempo per la risoluzione del problema. In altre parole: la maestra non è stata nominata, ma con ogni probabilità sarà differente rispetto a quella dello scorso anno, e così il piccolo studente ha rinunciato al rientro in classe. Quello che sarebbe dovuto essere un giorno di festa – sono le parole di Squarta – si è tramutato per lui e per la sua famiglia in un giorno di tristezza.Nelle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre, con il titolo di Piano scuola 2020-2021, approvate a giugno, si è data una particolare attenzione agli alunni con disabilità – conclude Squarta -. A loro, secondo le indicazioni, andrebbe garantita la quotidiana presenza in classe e la stessa offerta formativa degli altri studenti. Questi presupposti devono fare i conti con la realtà, in primis con gli insegnanti di sostegno che dovrebbero essere garantiti ma non ci sono perché saranno nominati in ritardo, non certo per colpa dei dirigenti scolastici vittime a loro volta di questo disservizio che riguarderebbe molte altre famiglie anche in Umbria. Il governo, sin da subito, si attivi con tutte le forze per risolvere questo problema».

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