sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:07

Macelleria chiusa nel mercoledì delle Ceneri: «Per religione e per tradizione, la gente apprezza»

Luca Lupatelli e la madre Dinella Mosca nella macelleria di famiglia in via Da Vinci a Perugia

di Ivano Porfiri

Le domeniche in cui si girava per le città in cerca di un negozio aperto sono ormai un ricordo. Un retaggio del passato, superato dalla liberalizzazione degli orari e dai centri commerciali, che faticano ad abbassare le saracinesche perfino il giorno di Natale. Figurarsi chiudere un giorno infrasettimanale, un mercoledì. Bene, per Luca Lupatelli e la mamma Dinella non c’è nemmeno bisogno di discutere: per le Ceneri la macelleria resta chiusa. Punto.

Usanza vecchia 50 anni La macelleria di famiglia, un piccolo negozio senza insegna in via Leonardo Da Vinci, a due passi dalla chiesa di via dei Filosofi, ha una storia lunga cinquanta anni. Ma segue tradizioni ben più antiche. «Noi tutti gli anni, da quando abbiamo iniziato questa attività il giorno delle Ceneri teniamo chiuso – spiega, fiero, Luca – perché è una delle ‘vigilie’ più importanti della tradizione cattolica». Un rito che affonda le radici quando la religione scandiva più di adesso i ritmi della società. «Noi siamo cattolici e per noi è una questione di rispetto delle usanze – aggiunge il titolare della macelleria – anche se tante sono quasi dimenticate». Una consuetudine che, una volta, nessuno si sognava di trasgredire. «Noi non abbiamo mai smesso di farlo – sottolinea – e, come noi, anche altre macellerie tradizionali credo che tengano chiuso».

I perché di Luca In verità, quello dei Lupatelli è un caso abbastanza raro. «Noi vogliamo mantenere le tradizioni di una volta, secondo me è importante – prosegue Luca -. A parte essere una cosa che sentiamo noi dentro, comunque vedo che la gente apprezza molto questo nostro rispetto per le tradizioni. Di certo non è che lo facciamo perché ci sono meno clienti, figuriamoci».

Rispetto e tradizioni La clientela rimasta affezionata alla macelleria (ma Lupatelli ha anche un’azienda molto conosciuta con cui rifornisce negozi e supermercati della provincia) è più che altro quella del posto. «Non solo anziani, pure i giovani apprezzano il nostro modo di fare. Abbiamo anche qualche cliente musulmano, anche se loro per le macellerie seguono dei dettami particolari, gli animali devono essere uccisi in un certo modo e hanno loro specifiche macellerie. Ma il rispetto è massimo. A lavorare con noi, ad esempio, c’è anche un islamico. Solo che noi abbiamo le nostre tradizioni che vengono apprezzate soprattutto da chi frequenta la chiesa. Poi è chiaro, oggi come oggi, tanti nemmeno si ricordano che domani sono le Ceneri, ma per noi è un segno ed è importante».

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