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‘Ma c’è un emoticon per il terremoto?’: ecco il dramma teatrale degli studenti di Norcia

Diario dei messaggi seguiti al sisma vince concorso del Miur: «È la ricognizione dell’esserci tra corpi indifesi di fronte alla disgregazione». Successo per prima messinscena in Toscana

Gli studenti di Norcia al teatro di Cinigiano

di Chiara Fabrizi

Dal terremoto al dramma teatrale. Si chiama Ma c’è un emoticon per il terremoto? ed è la sceneggiatura firmata dagli studenti dell’istituto superiore Battaglia di Norcia che ha lasciato di sasso la giuria ministeriale del concorso nazionale Scrivere teatro, bandito dal ministero dell’Istruzione a cui sono stati spediti entro il 14 novembre oltre 200 copioni. Ma a vincere è stato il diario virtuale dei primi 10 giorni seguiti alle terribili scosse di fine ottobre, scritto a partire proprio dai messaggi che gli studenti si sono inviati durante la primissima emergenza. Trenta tra ragazzi e ragazze del Battaglia hanno lavorato a Cinigiano per la prima messinscena del dramma teatrale, che ha debuttato tra applausi scroscianti la mattina del 27 marzo nell’ambito della Giornata mondiale del teatro.

Copione scritto su whatsapp Gli studenti del laboratorio avevano iniziato a lavorare al progetto a settembre al rientro a scuola, scegliendo di analizzare le loro paure e il dramma vissuto la notte del 24 agosto, quando l’Appennino si è spaccato la prima volta sconquassando anche alcune zone di Norcia. Ma è stata ancora una volta madre natura a stravolgere ogni piano, compresi quelli didattici. A salvare il progetto teatrale dai crolli (non solo materiali) che hanno piegato Norcia, è stata la professoressa Rosa Maria Marini. L’insegnante di filosofia è infatti riuscita a tenere insieme le fila del lavoro e soprattutto i contatti coi ragazzi e le ragazze del laboratorio teatrale che alla fine hanno trasformato i messaggi inviati subito dopo il 30 ottobre nel gruppo whatsapp del laboratorio in un copione.

Studenti trasformano terremoto in dramma teatrale Ma c’è un emoticon per il terremoto? è stato quindi inviato entro i tempi al Miur che aveva bandito il concorso nazionale Scrivere teatro e tra studenti costretti in roulotte e la scuola chiusa già di per sé essere riusciti a partecipare è stato un grande successo. Ma il diario dei primi dieci giorni di terremoto presentato dagli studenti di Norcia è andato ben oltre, come si legge nelle motivazioni del premio firmate da Lina Prosa, drammaturga: «Il testo, mettendo in ordine cronologico i messaggi della chat compresi gli emoticon, raggiunge il suo apice drammaturgico nella ricognizione dell’esserci. Ogni partecipante ha bisogno di sapere chi c’è ancora nel mondo, come sta il mondo, chi è rimasto nella sua terra, nella sua casa, nella sua scuola. E’ il teatro dei corpi indifesi, dell’impreparazione alla disgregazione, come in tutto il teatro di sempre».

Trenta studenti già in Toscana per lavorare a messinscena Ragazzi e ragazze del Battaglia hanno anche vinto la sfida della messinscena. Sì perché lunedì mattina al teatro comunale di Cinigiano il dramma Ma c’è un emoticon per il terremoto? non ha solo commosso il pubblico in sala ma anche raccolto grandi applausi. Gli studenti di Norcia hanno già lavorato per una settimana proprio nel piccolo borgo del Grossetano dove l’amministrazione comunale locale ha messo a disposizione il teatro cittadino per provare lo spettacolo. In una settimana quindi la trentina di studenti di Norcia vincitori del concorso Scrivere teatro hanno preparato la prima assoluta dello spettacolo. Con loro naturalmente la prof Marini e altre tre insegnanti orgogliose degli studenti al pari della dirigente scolastica, Rosella Tonti. Tutte hanno sostenuto fortemente la realizzazione delle stage laboratorio-teatrale che sarà curato dal regista Giorgio Zorcù e dalla docente di recitazione Sara Donzelli e che ora dicono: «Anche questo è un segno di vita e di rinascita, la testimonianza attiva che Norcia c’è e vive grazie anche al coraggio e al talento dei suoi giovani».

@chilodice