lunedì 29 maggio - Aggiornato alle 15:25

Vertice internazionale di Urologia: c’è anche la ricerca perugina tra i pochi relatori selezionati

Nel congresso di Boston, considerato il più importante al mondo hanno partecipato 16 mila urologi

Due mesi dopo il premio ricevuto in occasione del congresso europeo di Londra, su uno studio riguardante le differenze tra chirurgia di laparoscopia e robotica nella correzione del prolasso degli organi pelvici, la clinica Urologica di Perugia ha ottenuto un altro riconoscimento di livello internazionale. Nel congresso di Boston, conclusosi giovedì 18 maggio – il più importante al mondo e al quale hanno partecipato 16 mila urologi – si sono confrontate scuole urologiche e società scientifiche internazionali, con soli 15 specialisti italiani chiamati a svolgere relazioni e moderare sessioni, tra questi una sola donna, la professoressa Elisabetta Costantini, dirigente medico della struttura complessa di Urologia e andrologia dell’azienda ospedaliera di Perugia.

I particolari La scelta da parte degli organizzatori del congresso è avvenuta sulla base dell’attività scientifica e assistenziale svolta da Costantini: «E’ stato un onore rappresentare l’Urologia italiana e umbra in un contesto di cosi elevato spessore scientifico – ha sottolineato Costantini -, anche a Boston si è avuto conferma che la scuola di Perugia occupa una posizione elevata in fatto di ricerca e attività assistenziale: insieme a Padova la nostra struttura ha avuto il maggior numero di lavori scientifici presentati e accettati, preceduti solo dalle urologie delle città metropolitane, Milano, Roma e Torino».