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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 17:48

«L’Umbria leghista vuole cancellare la libertà delle donne»

La denuncia contro la proposta di legge sulle famiglie: «Ce ne sarebbe soltanto una. Vogliono pagare le madri che non abortiscono»

Una manifestazione contro l'omofobia

di M.T.

La rete umbra per l’autodeterminazione lancia un allarme e chiama a raccolta tutti gli umbri che tengono a cuore le conquiste civili per bloccare il tentativo messo in atto dalla Lega di modificare le leggi a tutela dei diritti delle donne. «Prosegue l’iter  – scrive in una nota l’organizzazione che mette insieme diverse associazioni – per l’approvazione della proposta di legge a firma Lega per modificare il testo unico in materia di Sanità e servizi sociali della Regione Umbria. Una proposta che stravolge il Titolo IV del testo di legge riguardante le ‘Politiche per le famiglie’ tentando, in maniera neanche tanto velata, di affermare l’esistenza di un’unica tipologia di famiglia, con un’impostazione anacronistica e retrograda».

La denuncia Nella denuncia si parla del tentativo di indebolire ulteriormente i già precari consultori favorendo invece l’iniziativa privata e spingendo sul concetto di ‘contraccezione naturale’: «Una proposta  – ancora la nota – che apre al privato, equiparando non meglio specificate ‘strutture convenzionate’ ai consultori, già fortemente indeboliti da anni di tagli e disinvestimenti. Inoltre, nei pochi consultori sopravvissuti, le associazioni delle famiglie diventano ‘guardiane’ e assumono un potere enorme insegnando la contraccezione ‘naturale’ e dissuadendo dall’aborto».

Approfondimento La Lega umbra che vede tra i suoi principali esponenti il senatore Pillon, noto per le battaglie compiute contro le conquiste civili sia sulla parità dei diritti di genere che sul tema dell’aborto, sembra determinata a continuare su questa direzione:  «Si parla – scrive ancora la rete – di ‘interventi a sostegno della natalità’, ma non si fa alcun riferimento a politiche del lavoro, a un rafforzamento del welfare pubblico». La protesta è anche diretta a stigmatizzare l’idea di un sostegno economico alla donna che dovesse decidere di non abortire:  «Si torna all’idea – è scritto – di istituire un assegno prenatale per le madri che decidono di portare avanti la gravidanza: siamo alla monetizzazione della maternità».

Proposte Tra le altre proposte «ritorna ancora la mediazione familiare quale unico strumento per la risoluzione dei conflitti familiari, anche nel caso dei padri violenti, senza mai far riferimento alle donne che subiscono violenza, né alla Convenzione di Istanbul».

Accuse L’accusa è chiara: «l’Umbria si configura sempre più come un laboratorio politico di una destra fondamentalista patriarcale ed omotransfobica, contraria alla libertà delle donne e completamente scollegata dalla realtà sociale del 21esimo secolo». Quindi l’appello: «Chiamiamo dunque tutte e tutti, società civile, associazioni, sindacati, politica alla mobilitazione permanente contro questo tentativo di cancellare le conquiste di libertà delle donne, degli uomini, delle persone LgbtqiI: difendiamo le norme di civiltà e democrazia dell’Umbria e dell’Italia conquistate negli anni».

Ecco tutte le organizzazioni che aderiscono
RU2020- Rete Umbra per l’Autodeterminazione
Agedo Terni
Altrascuola – Rete degli studenti medi
AltroVento Umbria
ANPI provinciale Perugia
Amelia Pride
Associazione BottegArt
Associazione Il Pettirosso
Civiltà Laica
Cittadinanzattiva Umbria
Coordinamento Umbria Pride
Donne contro la guerra
E Se Domani Terni
Famiglie arcobaleno
Forum Donne Amelia
IPPF europea
L’Albero di Antonia
Libera Umbria
Libera…mente Donna
Omphalos LGBTI
Pro-choice rete italiana contraccezione e aborto
Rete delle donne AntiViolenza
Sinistra Universitaria – UDU
Terni Donne
UAAR
Umbria Equosolidale
Udi Perugia
Uds Perugia
Uds Terni

Per info e adesioni mandare una mail a [email protected]

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