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venerdì 28 gennaio - Aggiornato alle 07:06

L’Umbria ha la sua Agenzia della mobilità: «Ci trasferiamo ferro e gomma e risparmiamo 9milioni l’anno»

L’assessore ai Trasporti annuncia il nuovo corso cambiamenti su minimetrò Perugia e impegno su metropolitana Terni

©Fabrizio Troccoli

«Il varo dell’Agenzia per la Mobilità ed il trasferimento alla stessa del primo contratto del ferro fra Regione e Trenitalia di circa 9 milioni l’anno, con un risparmio immediato di circa il 10% dell’Iva pari a circa 900 mila euro l’anno, è ormai realtà». L’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Enrico Melasecche parla di «risultato storico per l’Umbria. E’ la prima tappa di un percorso che vedrà nei prossimi mesi trasferire tutti gli altri contratti del ferro e della gomma – aggiunge l’assessore -, con un risparmio complessivo per le casse regionali di circa 9 milioni annui su un Fondo nazionale trasporti di circa 100 milioni». Le due delibere sono state approvate dalla Giunta regionale ed è stato necessario certificare la precisa situazione debitoria di Umbria Mobilità, il relativo piano di rientro dal debito che interesserà i prossimi dieci anni, ed infine l’approvazione da parte di una decina di banche creditrici del piano stesso, oltre al debito nei confronti della Regione di cui si prevede il rientro da qui al 2032. «Occorre conseguire un duplice obiettivo – prosegue Melasecche -: da un lato il risanamento di Umbria Mobilità, con la liquidazione del proprio patrimonio non funzionale e con sacrifici non lievi che sta facendo e che farà la Regione a carico del proprio bilancio. Dall’altro la riorganizzazione del sistema del trasporto pubblico. E’ molto interessante la rilevazione che ha effettuato la UIL nazionale dalla quale risulterebbe che il costo del servizio in Umbria, si citano Perugia e Terni, sarebbe tra i più alti in Italia».

La colpa di quelli  Melasecche sottolinea nuovamente come sia «evidente a tutti che la politica dei trasporti degli ultimi lustri ha prodotto danni non indifferenti, con aumento dei costi, culminati con la cessione all’esterno del ramo d’azienda della gomma, cui è seguita la chiusura della Ferrovia centrale umbra, la cessione poi della gestione di questa infrastruttura a Rfi. Il tutto in contemporanea con la gestione particolarmente delicata di Umbria Mobilità che ha visto la Regione, con una quota del 27,78% farsi carico di ricondurre a efficienza la bad company del vecchio sistema dei trasporti, unitamente con gli altri soci, Comune e Provincia di Perugia, rispettivamente con il 21,855 e il 20,712%, il Comune di Spoleto con il 4,53% e la liquidata Atc».

Lavori in corso L’assessore Melasecche si complimenta anche con l’attuale struttura burocratica, anche in questo caso, puntualizzando su chi ha preceduto: «Una struttura che è riuscita ad assecondare egregiamente il ricambio politico con quello indispensabile di mentalità volta al recupero dei ritardi, in assoluta efficienza, superando molto bene vicende giudiziarie che hanno lasciato fra i dipendenti solo ricordi non piacevoli mentre vi sono posizioni ancora da chiarire per alcuni amministratori ed alti dirigenti». Se non bastasse «prosegue la necessaria ricostruzione dei fatti contabili degli ultimi dieci anni, la cui rendicontazione continua nei confronti del Ministero Infrastrutture e del Mef per liberare finanziamenti indispensabili e proseguire i cantieri che abbiamo riattivato sulla tratta Sant’Anna-Ponte San Giovanni e su quella in esercizio di Città di Castello-P.S.Giovanni».

Le due metropolitane E veniamo ai minimetrò: «Rimangono aspetti ancora da approfondire rispetto alla realizzazione della Cesi-Terni rimasta al palo rispetto alla gemella di Perugia e che dovrà essere ridefinita nel progetto, nelle spese effettuate nel ventennio scorso, nei contenziosi, ma soprattutto nella funzionalità completa da recuperare quale “trasporto rapido di massa” da parte del Comune di Terni, come avvenuto con il progetto Brt di Perugia».

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