lunedì 22 aprile - Aggiornato alle 14:11

L’omelia del vescovo alla Tk Ast: «La Pasqua ci avvicini gli uni agli altri»

Dopo la messa discorso dell’ad Burelli: «Economia circolare, sicurezza, ambiente i nostri punti di forza»

Economia circolare, sicurezza dei lavoratori, ambiente e dazi americani. Sono i temi sviluppati dall’amministratore delegato di Ast, Massiliano Burelli, in occasione della visita del vescovo Giuseppe Piemontese nello stabilimento di viale Brin, alla presenza anche del sindaco Leonardo Latini e del vicesindaco Andrea Giuli, delle autorità militari e civili, della dirigenza aziendale, dei rappresentanti dei sindacati del cappellano della fabbrica don Marcello Giorgi e animata dalla Corale del Cuore.

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Il vescovo «Rinnoviamo la tradizione della Messa pasquale in questo luogo di lavoro particolare – ha detto il vescovo nella sua omelia – che tiene alto il prestigio della nostra città, che con esso si identifica. La Santa Messa in questo luogo vuole essere anche espressione della attenzione e gratitudine della Chiesa per tutti voi. Iniziamo insieme una Settimana particolare per la Chiesa e i cristiani. E’ chiamata santa per il mistero che si ricorda e si rinnova: la Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo, la sua passione, morte e risurrezione. Non solo una commemorazione per non dimenticare, ma una memoria nel significato biblico, nella quale si rinnova e si attua per noi, per la potenza dello Spirito Santo, la grande opera della salvezza, compiuta da Gesù, per l’umanità, ma anche per tutti noi che partecipiamo con fede e devozione. La messa che oggi celebriamo ci dona la forza per seguire Gesù, per farci pane per gli altri, per contribuire a un mondo di amore. Gesù voglia donare anche a tutti voi, operai e dirigenti dell’azienda, la forza per affrontare e risolvere i problemi che ogni giorno vi trovate a affrontare a superare le controversie attraverso le vie del dialogo, dell’attenzione e del rispetto reciproco, nella giustizia, nell’amore per tutti e ciascuno. Per questo vogliamo  pregare in modo particolare oggi in questo luogo perché in tutti possa essere presente la presenza amorosa del Signore che sempre ci perdona e ci incoraggia a continuare la nostra missione».

L’economia circolare Dopo la cerimonia ha preso la parola l’amministratore delegato Burelli, il quale ha affrontato diversi temi. «Oggi la nostra azienda – ha spiegato Burelli – è in prima linea nel promuovere la logica e i principi dell’economia circolare. Abbiamo sviluppato progetti di riciclo dei materiali refrattari, di riqualifica della discarica del parco scorie di Villa Valle in area verde, un piano di riduzione delle emissioni fuggitive e un bando internazionale sul riciclo delle scorie siderurgiche. Ast sarà la prima società in Italia a realizzare il trattamento e il riciclo dei residui generati dal processo di produzione dell’acciaio inox. Se è vero che il concetto di economia circolare risponde al desiderio di crescita sostenibile, la scommessa di Ast sulla gestione delle scorie assume un particolare valore: un grande sito siderurgico compie un altro passo verso l’ambizioso obiettivo di Rifiuti Zero».

La sicurezza dei lavoratori «Zero incidenti è anche il traguardo che abbiamo fissato per un altro dei valori guida di questo nostro cammino di miglioramento continuo: la sicurezza. A questo fine, abbiamo avviato un’estesa campagna, denominata ‘Lihs – Leadership in Health&Safety’, che prevede la formazione e il coinvolgimento di tutti i lavoratori sui comportamenti, individuali e dei gruppi di lavoro, che devono essere adottati per eliminare qualsiasi rischio di accadimento di infortuni. Si tratta di un’iniziativa che è stata avviata nel corso del 2018, coinvolgendo 372 responsabili e preposti Ast ad ogni livello».

L’ambiente «In piena aderenza al principio della responsabilità sociale d’impresa – ha proseguito Burelli – Ast è fortemente impegnata a studiare e implementare progetti per l’ulteriore riduzione dell’impatto ambientale del sito siderurgico, di cui è un esempio il già citato progetto di recupero scorie e il nuovo impianto generatore di recupero a vapore (Gvr) che presenteremo al pubblico martedì prossimo e che ha permesso all’Azienda di portare al 70 per cento la quota di vapore prodotto senza l’utilizzo di combustibili fossili, evitando così l’immissione in atmosfera di grandi quantitativi di anidride carbonica. Per dare una dimensione del miglioramento apportato, le 30 mila tonnellate annue di CO2 non immesse, corrispondono ai consumi di 15 mila famiglie: dunque, è come se un terzo degli abitanti di Terni non utilizzasse più il gas naturale per soddisfare i propri fabbisogni energetici. L’efficacia di tutti questi progetti sarà monitorata attraverso la realizzazione del Report di Sostenibilità, uno strumento destinato a rappresentare uno spartiacque nel rapporto tra fabbrica e territorio e un importante esperimento nel campo siderurgico italiano, ossia il primo Report di Sostenibilità per un’azienda del settore. Ricordo che il piano industriale prevede un investimento di 57 milioni di euro per il rinnovo degli impianti, per la sicurezza, ambiente, efficienza, ottimizzazione risorse, ricerca e sviluppo, polivalenza e flessibilità lavorativa richiesta dal mercato e dai clienti e per le quali individueremo appositi percorsi di crescita formativa. La produzione invece prevede 940 mila tonnellate di acciaio liquido e un incremento della produzione a freddo del 6 per cento annuo.

I dazi americani «Come tutti ormai sapete, il principale elemento di destabilizzazione è costituito dai dazi americani sugli acciai che, a partire dalla seconda metà del 2018, hanno determinato una marcata e sempre più crescente aggressività dei competitor asiatici sul mercato europeo, sia in termini di volumi destinati al nostro continente che sui prezzi. In particolare, abbiamo un nuovo nemico alle porte che al momento è ancora fuori dalle misure di salvaguardia adottate dall’Unione Europea: l’Indonesia. Le importazioni da questo Paese risultano aumentate in modo esponenziale rispetto al periodo precedente. Questa condizione di mercato si riflette inevitabilmente sulla nostra produzione, in termini di riduzione di volumi e prezzi: da maggio dell’anno scorso i prezzi sono cominciati a calare, ma i volumi hanno mantenuto. Da settembre invece anche i volumi si sono ridotti e tra febbraio e marzo abbiamo raggiunto il picco negativo per quanto riguarda la nostra profittabilità. Ad oggi questo significa che, nonostante le tonnellate in termini di produzione ci siano, così come l’aspettativa di crescita nei prossimi mesi, la condizione dei prezzi rende difficile avere un risultato economico che sia sostenibile. È una condizione che ovviamente non vale solo per noi, ma anche per i nostri concorrenti. Ciò non toglie che il nostro obiettivo sia cercare di trovare la strada per arrivare a invertire il trend. In un panorama così complicato, è per noi fondamentale puntare al meglio in termini di produttività, efficienza e qualità, rimanere competitivi e non perdere di vista la ricerca costante dell’eccellenza, ma è anche necessario attuare alcune misure mirate al contenimento dei costi».

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