venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 00:19

Lo stadio di Perugia e il ponte di Genova: «Remare dalla stessa parte»

Al Museo serata dedicata alla costruzione del ‘Curi’. Con un monito: «Il nostro esempio deve valere per tutte le opere pubbliche». I consigli di Sollier…

Un momento della serata dedicata allo stadio di Perugia

di Daniele Sborzacchi

Aneddoti e ricordi di quella lunga estate del 1975. In tre mesi venne costruito lo stadio Comunale di Pian di Massiano, intitolato alla memoria di Renato Curi appena poche settimane dopo la morte del calciatore. Con Ilario Castagner, l’allenatore del Perugia dei Miracoli, il più giovane della serie A, c’erano amministratori di ieri, progettisti, il figlio del costruttore ed amministratore delegato del Perugia Francesco Ghini, funzionari del Comune, maestranze di quel cantiere che lavorò anche di notte pur di presentarsi ai nastri di partenza della prima giornata di campionato di serie A (5 ottobre 1975), con uno stadio che ancora oggi resiste all’usura del tempo. «Dopo gli allenamenti e dopo cena andavo con la famiglia a controllare i lavori – ha ricordato Castagner -, ricordi incancellabili di una grande spinta che la gente dette alla squadra ed alla società per realizzare quell’opera». Applausi e sorrisi alle battute di Mario Gradassi, storico dirigente accompagnatore della squadra, la cui impresa edile si occupò delle fondamenta dello stadio: «Sapevo come toccare le corde dei calciatori… Amavo dire loro negli spogliatoi prima di ogni partita importante: voi pensate a fare risultato, al resto penso io…» Ovviamente erano premi partita extra che l’imprenditore versava pronta cassa il martedì successivo alla partita, «specie se c’era da battere la Juventus». All’amarcord, condotto dal giornalista Mario Mariano, hanno partecipato il vicesindaco dell’epoca ing. Fabio Maria Ciuffini, che ha ricordato aneddoti inediti di riunioni più o meno pubbliche per decidere la costruzione dello stadio: «Avevamo in cassa appena 40 milioni, ce ne vollero ovviamente molti di più ed ancora oggi con gare d’appalto assolutamente regolari, ci chiedono come siamo riusciti in quell’impresa. Personalmente ci rimisi il posto in giunta, perché anche lì c’era la ‘contraria’, ma questo è un altro discorso». Presente anche il figlio dell’ex sindaco Perari, attuale consigliere comunale e Leonardo Varasano presidente del consiglio comunale di Perugia. Proprio dal Museo del Perugia Calcio, progettisti e imprenditori hanno lanciato un monito per la ricostruzione in tempi rapidi del ponte Morandi di Genova: «Forse la nostra impresa resterà unica, perché riuscimmo ad abbattere i tempi della burocrazia, ma il nostro esempio deve valere perché anche nelle opere pubbliche tutti remino dalla stessa parte – ha detto l’ing. Corradi, progettista dello stadio -. Per realizzare quell’opera, mi sono avvalso dei consigli di un ex calciatore del Perugia, Paolo Sollier, che aveva una visione straordinaria del rapporto tra il pubblico e la squadra».

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