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venerdì 28 gennaio - Aggiornato alle 05:56

Liste d’attesa: il recupero è alla velocità di 1200 prestazioni al mese in Umbria. Coletto: «Aperture festive»

Tra ottobre e novembre ridotto l’accumulo da 79.227 a 75.055. La rincorsa allo smaltimento deve fare i conti con la pandemia in corso

Il Cup del Santa Maria di Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

Il monitoraggio delle liste d’attesa fa registrare un recupero di circa 4200 prestazioni al mese su un pregresso di circa 80 mila da smaltire. E’ quanto emerge dal primo monitoraggio che viene segnalato dall’assessorato alla Sanità e che indica nel report del 2 dicembre, una riduzione della numerosità dei percorsi diagnostici terapeutici non soddisfatti di 4.172 prestazioni nel periodo che va dal 26 ottobre al 23 novembre. Vale a dire che le prestazioni non evase sono passate da 79.227 a 75.055. Le prestazioni evase complessivamente sono passate da 782.755 a 820.110 con una differenza di +37.355. I servizi da recuperare sono prevalentemente risonanze magnetiche (8.395), ecografie (6.896), oculistica (3.604), cardiologia (5.048), ortopedia (1.504), neurologia (3.909), pneumologia (2.038) e chirurgia vascolare (3.960)

Con questa velocità, per neutralizzare tutto il pregresso accumulato, o meglio per azzerare le liste d’attesa, occorreranno tra i 18 e i 19 mesi. Vale a dire nel 2023 inoltrato, ovviamente mantenendo questa velocità di recupero. Se invece sarà accelerata come potrebbe anche accadere, i tempi si ridurranno, avvicinandosi al traguardo auspicato, quello del primo semestre del 2022. Il piano, che prevede aperture serali, festive e pre festive, tempi più stretti per eseguire gli esami e il ricorso a strutture private convenzionate sta facendo, tuttavia, i conti con un pezzo di sanità ancora impegnato con la pandemia e la vaccinazione

«Anche se il contesto attuale – afferma l’assessore Coletto – rimane fortemente caratterizzato dalla pandemia e il sistema sanitario è impegnato in una massiccia campagna vaccinale come strumento indispensabile di prevenzione verso le gravi infezioni prodotte dal virus, la gestione delle liste di attesa, soprattutto finalizzate all’abbattimento dei percorsi di tutela generati nelle precedenti ondate pandemiche, rimane una priorità». L’assessore ha ricordato che «è stata programmata l’apertura festiva delle agende in tutte le Aziende in particolare per le branche con la maggiore numerosità di richieste. Inoltre, sono stati individuati dei gruppi tecnici per definire dei criteri vincolanti di appropriatezza prescrittiva, soprattutto per le prestazioni in cui è documentato un elevato livello di inappropriatezza».

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