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mercoledì 3 marzo - Aggiornato alle 03:04

Limite di 5 km orari per le bici, la Provincia: «Non abbiamo i soldi per fare le strade»

La precisazione: l’alternativa era vietare completamente il transito

Dopo la notizia pubblicata su Umbria24 dei cartelli che indicano il limite di 5km orari per le bici e di dieci per i ciclomotori sulla Provinciale che collega la campagna perugina al Trasimeno, la Provincia spiega che la ragione di questa scelta risiede nella carenza di fondi.

 

La risposta della Provincia La precisazione a firma del dirigente Andrea Rapicetta oltre che dovuta è puntuale. Senza giri di parloe scrive: «Si fa seguito all’articolo uscito su Umbria 24 dal titolo: ‘Cartelli con limite di 5 Km orari per ciclisti su strada provinciale: ‘Perdiamo l’equilibrio’’, per evidenziare che costa meno un cartello piuttosto che sostenere il costo sociale di un ferito o un morto, soprattutto se in giovane età, quando non è possibile asfaltare una strada per mancanza di fondi. Il fondo stradale in molti punti è ormai così logoro da essere pericoloso, specialmente per gli utenti su due ruote». Il dirigente conferma ribadisce che «Questa è in sintesi la situazione di molti tratti di strade nella provincia di Perugia. La soluzione migliore sarebbe ovviamente rinnovare l’asfalto o almeno sistemare i punti più malridotti. Purtroppo le risorse a disposizione delle Provincia non sono sufficienti per poter intervenire in modo sistematico ed omogeneo su ogni luogo (oltre 2500 chilometri di strade di competenza di cui circa 600 del demanio regionale)».

I trascorsi Nella nota della Provincia si trova anche conferma al fatto che all’origine della decisione ci sono anche eventi di cronaca del recente passato che hanno visto persone protagoniste di incidenti e di richieste di risarcimento, come ipotizzato: «Dopo un incidente mortale accaduto sulla S.P. 414/1 in località Collevalenza di Todi e vari altri incidenti con feriti, in alcuni casi anche gravi, la soluzione scelta, anche sulla scorta di quanto già fatto da altre Province, tra cui la vicina Provincia di Arezzo, è stata quella di ridurre (drasticamente) i limiti di velocità. Le moto dovranno viaggiare a 10 km/h e le biciclette a 5».

E’ solo l’inizio Viene anticipato anche che non sarà questo l’unico tratto di provinciale sottoposto a questi limiti: «I primi cartelli sono comparsi qualche giorno fa sulla S.P. 340 di Spina, Comuni di Marsciano e Perugia e saranno installati su tutta la Provincia, là dove le condizioni dei piani viabili sono più severe ed il pericolo è maggiore. Si puntualizza che detti cartelli hanno carattere provvisorio in attesa della definitiva sistemazione del piano viabile». Ovviamente se la ragione sono le risorse e, i tagli all’ente, per sul carattere provvisorio sorge qualche legittimo dubbio. Viene inoltre precisato che «l’installazione di questo tipo di cartello, anche se ha fatto storcere il naso ai ciclisti e motociclisti della zona, non vuol essere una deresponsabilizzazione dell’Ente, né vuole far presupporre una conseguente attività sanzionatoria, ma semplicemente richiamare tutti e in particolar modo gli utenti deboli su due ruote a prestare particolare attenzione, dato il grave stato di degrado delle pavimentazioni carrabili. Sarebbe più semplice ed efficace apporre il divieto di transito a tutti i cicli e motocicli, ma la necessità di garantire un minimo livello di servizio, ha orientato questo Ente alla scelta che poi è stata fatta.
Si precisa comunque che l’attività dell’Ente continua ad essere la più intensa possibile, anche in funzione dei fondi disponibili, ai fini di ripristinare i piani viabili quanto prima e quindi garantire migliori livelli di servizio».

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