mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 04:24

Licenziamenti trasportatori Gls, Cgil denuncia: «Scatole cinesi, nessun diritto e sfruttamento perverso»

Emerge un quadro grave per il sindacato: «Cooperative che esistono solo per un anno per liberarsi di dipendenti poco simpatici»

Attraverso una nota inviata alle redazioni giornalistiche Marco Bizzarri, dirigente Filt Cgil, denuncia una grave condizione che è emersa dal monitoraggio delle vicende che riguardano i lavoratori della Gls trasporti. Pubblichiamo integralmente la denuncia

Con estremo sconforto, siamo venuti a conoscenza di una vicenda assai negativa, che riguarda il futuro di circa quindici lavoratori, impiegati come corrieri presso Gls Italy. E’ necessaria, prima di raccontare i fatti, una premessa che spieghi l’assetto societario di Gls Italy. Qui in Umbria Gls, ha ceduto in franchising il suo Marchio a A.N., società perugina riconducibile ad Adriano Nuzzo, che, a sua volta, per i servizi di facchinaggio e consegna, ha appaltato il lavoro a un Consorzio di fuori regione, che assume lavoratori presso le proprie Controllate, in genere cooperative o srl, con una vita media di circa un anno. Un assetto societario assai complesso, dove tra il lavoratore in divisa Gls e la stessa, sussistono ben tre soggetti societari diversi, (committente, consorzio e controllata). Le srl o le cooperative in cui i lavoratori sono assunti, vengono chiuse in genere dopo un anno di vita, ed il lavoratore viene riassunto da una nuova cooperativa o da una nuova srl, creata ad hoc. Tanto per essere chiari ci siamo imbattuti in lavoratori che hanno indossato la divisa Gls per 16 anni, ma che hanno avuto in questo periodo 16 rapporti diversi di lavoro con altrettanti soggetti societari. In questo sistema di scatole cinesi che nascono e muoiono, il lavoratore non ha pressoché capacità di esprimere contenzioso legale di alcun tipo, poiché la vita brevissima dei soggetti societari per cui lavora non lo permette. Il contratto Nazionale di lavoro non viene pienamente applicato e ad ogni cambio di azienda si può perdere qualcosa per strada. Un sistema di sfruttamento perverso, creato negli studi di qualche consulente del lavoro, che sfruttando le pieghe della legge consegna ai corrieri Gls umbri un contesto fatto di incertezze e assoluta subalternità all’azienda. Ricordiamo che giusto un paio di anni fa, con una serie di scioperi, questi lavoratori riuscirono ad ottenere il pagamento delle ferie, elemento scontato nella maggior parte dei posti di lavoro, ma non in questo. Un contesto dunque fatto di appalti, lavoro sfruttato e mancato rispetto delle regole, dove ad inizio aprile si è consumato un ennesimo grave fatto. Sembrerebbe infatti che all’inizio dell’anno il consorzio abbia di nuovo cambiato le aziende in cui i lavoratori operano, facendo firmare un ‘contratto’ in cui era previsto un lungo periodo di prova (periodo di prova per lavoratori che lavorano nei cantieri da anni?) provvedendo poi, all’inizio di questo mese a licenziare una quindicina di lavoratori per mancato superamento del periodo di prova. In sostanza, cambia il nome dell’azienda, ma non chi la dirige e si butta per strada gente che svolge questo lavoro da anni. Un atto grave, a cui non sappiamo dare una spiegazione chiara, se non la volontà di allontanare dal posto di lavoro personale ben preciso, magari qualcuno poco “simpatico” alla governance aziendale. Non abbiamo infatti notizie di cali di lavoro e comunque in quel caso si sarebbe ricorso ad una procedura di licenziamento collettivo. La filiale più colpita sembra essere quella di Foligno con una decina di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo, ma abbiamo licenziamenti anche a Terni e Città di Castello. Una vera epurazione dunque, effettuata in completa discrezionalità. Oggi dunque quindici lavoratori umbri dei cantieri Gls si ritrovano vittime di una normativa carente e di una volontà padronale di vecchio stampo, in cui il dipendente è un ingranaggio del sistema produttivo di cui disfarsi a proprio piacimento. Gravi anche le responsabilità del committente A.N., che su questa vicenda si è chiuso in un colpevole silenzio, senza minimamente interessarsi al problema. Chiediamo pertanto solidarietà ed interessamento per questi lavoratori, chiediamo che le istituzioni dello Stato assolvano al loro compito, controllando le filiere degli appalti, affinché atti di questo tipo non si ripetano. Noi come Cgil offriremo a questi lavoratori tutta la nostra disponibilità e il nostro aiuto, per il momento abbiamo chiesto l’immediato reintegro di tutti i lavoratori coinvolti, pur avendo ricevuto un diniego andremo avanti nella nostra battaglia, invitando tutti i colleghi ancora operanti in Gls a sostenerci, contro un gesto arrogante e sfacciato.

Replica consulenti del lavoro Riceviamo la replica a firma del presidente dell’Ordine Consulenti del Lavoro Stefano Ansideri: «A nome mio, quale Presidente del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Perugia e di tutti i Colleghi che in questo momento rappresento, intendo chiarire e contestare alcune affermazioni contenute nella nota, fattaVi pervenire e da Voi pubblicata in data 19/4/2019, del Dirigente Filt Cigl Marco Bizzarri in merito alla vicenda Gls. Nessuna intenzione di entrare nel merito di quanto ha formato oggetto della dichiarazione, ma il preciso intendimento di dare il giusto rilievo ad una professione intellettuale, quale quella del Consulente del Lavoro, liquidata nella nota come spregevole attività volta ad uno “sfruttamento perverso”, dimenticando che la volontà e responsabilità degli atti è e rimane in capo all’Imprenditore. Mi piace ricordare e confermare, invece, il ruolo di terzietà proprio del Consulente del Lavoro, attestato dalla normativa cogente, la quale attribuisce alla sola propria Categoria la possibilità di certificazione dei contratti e lo svolgimento di attività di conciliazione ed arbitrato attraverso apposita Commissione instituita all’interno dei Consigli Provinciali, oltre all’importante Asseverazione Contributiva (Ass.Co), per la quale le Aziende assistite possono “ricevere il Bollino” per il rispetto complessivo delle normative in materia di Lavoro, previdenziale ed Assicurativa. I Consulenti del Lavoro, inoltre, sono gli unici professionisti autorizzati ad operare nel Mercato del Lavoro quali intermediari, attraverso la Fondazione Consulenti per il Lavoro, in seno al Consiglio Nazionale dell’Ordine. Per quanto sopra, con la certezza di aver fatto piena luce sul ruolo e sulle prerogative degli appartenenti alla Categoria, i quali sostengono un Esame di Stato per l’iscrizione all’Ordine, rivolgo l’invito, a quanti avessero necessità di assistenza in materia di lavoro, di rivolgersi con fiducia ad un Consulente del Lavoro».

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