venerdì 24 novembre - Aggiornato alle 12:25

Leucemia, New York premia Brunangelo Falini con il Prize for excellence in medicine

Lo scienziato premiato dalla Fondazione Italo-Americana sul cancro

Un altro prestigioso riconoscimento internazionale per Brunangelo Falini, direttore della struttura complessa di Ematologia con trapianto di midollo osseo dell’ospedale S. Maria Misericordia. Nell’ultimo week end lo scienziato perugino ha ricevuto a New York il ‘Prize for Excellence in Medicine’ del valore di 50.000 dollari dall’ Italian-American Cancer Foundation (Aicf) per i suoi studi fondamentali di genomica sulla leucemia acuta mieloide e sulla leucemia a cellule capellute, che hanno prodotto importanti miglioramenti nella diagnosi e terapia di queste malattie.

L’appuntamento La cerimonia di premiazione è avvenuta dopo una conferenza scientifica che Falini ha svolto alla Cornell University di New York durante la quale è stato esposta la scoperta della mutazione del gene NPM1 (nucleofosmina) nella leucemia acuta mieloide. In particolare, Falini ha illustrato quali sono i meccanismi molecolari attraverso cui si pensa che la mutazione genetica di NPM1 causa la leucemia con le ricadute cliniche di questa scoperta, grazie alla quale è possibile diagnosticare in maniera più accurata i pazienti leucemici, suddividerli meglio dal punto di vista prognostico in modo da impostare fin dalla prima diagnosi la strategia terapeutica più appropriata e monitorare la malattia leucemica residua dopo terapia in maniera estremamente sensibile. Falini ha voluto accumulare nel riconoscimento ottenuto il supporto scientifico ottenuto dalla collaborazione di Cristina Mecucci, Maria Paola Martelli Martelli ed Enrico Tiacci. «Uno straordinario lavoro di squadra tra professionisti e associazioni», l’ha definito Falini, sottolineato anche il sostegno di Airc e Associazione Daniele Chianelli, nel sostenere l’ attività di ricerca dell’Istituto di Ematologia.

Gli altri premiati Oltre allo scienziato perugino, riconoscimenti sono stati attribuiti a Peter Vogt, per i suoi studi pionieristici sul virus del sarcoma di Rous, che hanno aperto la strada alla scoperta dei geni che provocano il cancro (oncogeni cellulari) e il presidente delle Nazioni Unite (Onu) Ban Ki-Moon il i contributo dato al miglioramento della sanità pubblica mondiale, in particolare per il loro impegno nella lotta contro le infezioni da virus Hiv ed Ebola. «L’attribuzione di un premio tanto prestigioso al professore Falini deve gratificare quanti a vario titolo operano nella ricerca e assistenza della nostra regione – è stato il commento del dg dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca-. Essere presi ad esempio in contesti cosi elevati è la conferma di un impegno costante, di una vocazione scientifica che ha aperto alla ricerca strade impensabili fino a qualche anno fa».

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