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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 12:17

Legge contro omofobia, De Vincenzi: «Noi pro famiglia esclusi». Omphalos: «Ovvio, discriminate»

Botta e risposta sui protagonisti invitati per scrivere la legge umbra contro l’omofobia. E’ polemica

È prevista per il prossimo 17 settembre la sottoscrizione del protocollo d’intesa sulla legge regionale contro l’omo-transfobia e l’avvio del gruppo di lavoro di attuazione della legge coordinato dalla Regione Umbria. Alla firma del protocollo sono chiamate istituzioni, organismi e associazioni del territorio regionale che si occupano di prevenire e combattere le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (misto-Un) punta il dito sulla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini per aver «disatteso quanto dichiarato in Aula, negando cioè la garanzia di pluralismo nella costituzione dell’organismo di controllo previsto dalla legge contro l’omofobia».

La difesa di Omphalos Alle accuse del consigliere De Vincenzi risponde l’asociazione Omphalos: «Le affermazioni del pluri-consigliere De Vincenzi sono surreali – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – chiedere che nell’organismo di lavoro che dovrebbe attuare la legge contro le discriminazioni verso le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex entrino associazioni nate con l’unico obiettivo di discriminarle è quantomeno assurdo. Con l’approvazione della legge, la Regione Umbria ha deciso di contribuire fattivamente alla prevenzione delle discriminazioni e delle ingiustizie verso le persone omosessuali e transessuali e non permetteremo che soggetti portatori di discriminazioni ne ostacolino il lavoro.»

L’appuntamento Alla firma del protocollo e ai lavori del conseguente gruppo di coordinamento sono chiamate la Regione Umbria, le Prefetture e le Questure di Perugia e Terni, i Carabinieri, i comuni capofila della regione (Perugia, Terni, Città di Castello, Assisi, Marsciano, Norcia, Gubbio, Foligno, Spoleto, Narni, Orvieto e l’Unione dei Comuni del Trasimeno), l’Anci, l’Università degli Studi di Perugia e l’Università per Stranieri di Perugia, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza regionale, l’Ufficio scolastico regionale, le Asl e le Aziende ospedaliere dell’Umbria e le associazioni che nel territorio regionale si occupano di prevenzione e contrasto alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere come Omphalos, Esedomani Terni, Famiglie arcobaleno, Agedo, Amnesty international e Basta il cuore.

La nota di De Vincenzi Ed ecco nel dettaglio l’accusa del consigliere: «Dopo aver dato ampia rassicurazione sul carattere di pluralità di eventuali organismi, la presidente Catiuscia Marini ha disatteso totalmente quanto da lei ufficialmente dichiarato. Contrariamente alle attese, dall’elenco dei firmatari si evince che le associazioni familiari e dei genitori afferenti agli organismi della scuola sono state totalmente escluse dalla partecipazione». «Le dichiarazioni della presidente Marini – spiega De Vincenzi – erano tese a garantire, ai sensi del codice civile, piena rappresentatività di tutte le associazioni di famiglie, anche quelle non collegate al mondo Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), all’interno dei protocolli e degli organismi con l’obiettivo di bilanciare gli interventi in merito alla corretta applicazione della legge in oggetto ed evitare derive ideologiche negli orientamenti complessivi. Chiediamo che possano avere giusta rappresentatività tutte quelle associazioni che, su tutto il territorio regionale, si occupano parimenti di attivismo sociale orientato alla famiglia, al mondo dei minori e della scuola, non allineate alla ideologia Lgbti».

«Se ne faccia una ragione» Omphalos va al contrattacco ricordando la doppia carica al consigliere: «Il pluri-consigliere De Vincenzi se ne faccia una ragione e inizi ad occuparsi delle due poltrone su cui siede contemporaneamente, invece che diramare un giorno sì e l’altro pure, comunicati e note contro i diritti e delle persone e delle coppie omosessuali e transessuali. Dall’attuazione di questa legge la nostra Regione avrà solo da guadagnare in qualità della vita e rispetto verso l’altro. Caratteristiche che sappiamo non essere proprie dei movimenti dai quali proviene il pluri-consigliere De Vincenzi.»

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