martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 01:23

La teoria economica di Papa Francesco da scrivere ad Assisi è stata presentata in Vaticano

I particolari sulla progettualità dell’appuntamento, i retroscena raccontati dal vescovo di Assisi. L’approfondimento

Un appuntamento al Vaticano con la stampa per presentare l’idea di Papa Francesco per la creazione di una nuova teoria economica da scrivere la prossima primavera ad Assisi.  Nel suo intervento il cardinale Turkson, che sarà ad Assisi proprio in questo fine settimana per partecipare alla due giorni al Santuario della Spogliazione dal titolo: ‘Dalla casa del sé alla casa del noi’, ha sottolineato che l’economia a cui fa riferimento il Santo Padre è «l’economia sociale che non va confusa con l’economia socialista. L’economia di papa Francesco è un’economia inclusiva che serve a tutti gli uomini, è un’economia delle risorse per il bene comune, che non lascia fuori nessuno». Padre Mauro Gambetti ha messo in risalto che «questo è un tema di cui si parla tanto e che non riguarda solo noi, cristiani, cattolici o francescani. C’era però bisogno di uno scatto in avanti, e il Papa è riuscito a coagulare intorno a questo suo messaggio e a quello San Francesco tutti gli uomini di buona volontà». Il custode del Sacro convento ha poi sottolineato una specificità francescana ovvero la «povertà non solo materiale ma anche quella spirituale, grande porta verso la fraternità».

Il vescovo «L’ispirazione di questo evento ‘Economy of Francesco’ – ha detto il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino – è tutta nel magistero del Papa, che fin dall’Evangelii Gaudium e poi nella Laudato si’, ha denunciato vigorosamente lo stato patologico di tanta parte dell’economia mondiale, parlando di una “economia che uccide”, e mostrando come essa uccide insieme le persone e l’ambiente, uccidendo così anche il futuro. I cattolici e tutti gli uomini di buona volontà, se hanno occhi per vedere e un cuore per amare, non possono non rimanere scossi da questa denuncia e coinvolti in un impegno di conversione, personale e sociale. Purtroppo non mancano coloro che da questa denuncia sono infastiditi e ne divengono critici ingiusti e agguerriti. Il vangelo è stato sempre, e rimane, un ‘segno di contraddizione’. Noi ci sentiamo in piena sintonia con papa Francesco.

Approfondimento Per diversi anni mi era stato spontaneo invitarlo a ritornare, soprattutto per settembre, quando al Santuario si svolge una sessione dedicata ai temi della custodia del creato. Ogni volta il Papa mi aveva risposto con una benedizione, comunicandomi di non poter venire. Forse non avevo indovinato la data. O forse non avevo indovinato il taglio specifico, che avesse potuto dare al Papa lo stimolo per tornare una quarta volta ad Assisi. Riconosco con gioia che questa scintilla è scoccata da un’idea di Luigino Bruni, il quale si è trovato a parlarne al Papa nel giugno 2018 nel clima creato dal sinodo dei giovani. Posso testimoniare che, in un incontro che insieme abbiamo avuto col Santo Padre il 25 aprile scorso, l’idea di affrontare le sfide dell’economia facendo leva sui giovani ha trovato nel Santo Padre un’adesione entusiasta. I giovani possono fare la differenza. Sono il futuro in tutti i sensi, anche il futuro dell’economia. Un patto con loro è vincente. Facemmo al Papa anche la proposta di un riconoscimento – un “premio”, se lo si vuol chiamare così, ma senza alcuna competizione col Nobel – che potrebbe essere consegnato da lui stesso quale incoraggiamento per quanti davvero si distinguano, a livello mondiale, per idee e pratiche degne di una economia ispirata alla fraternità e alla solidarietà. Su questo il Papa ci disse che – pur non escludendolo – non doveva essere la prima preoccupazione. L’importante è il momento formativo e il patto di impegno comune.

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