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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 07:35

La scuola riparte, 115 mila in classe tra percorsi-gimkana e mascherine: «Un giorno di speranza»

Suona la campanella in 1.071 istituti. Ma restano la didattica a distanza e i problemi di spazi e di organico. Ufficio scolastico: «Tutto è filato liscio»

©Fabrizio Troccoli

La scuola riparte in Umbria, come nel resto d’Italia tra bambini e ragazzi emozionati e genitori che postano una miriade di foto con frasi beneauguranti sui social. Il primo giorno di questo anno scolastico particolare ha riguardato 1.071 istituti scolastici (791 in provincia di Perugia e 280 in quella di Terni) per un totale di poco più di 115 mila studenti così suddivisi: 16.418 della Scuola dell’Infanzia, 35.526 della Primaria, 23.785 della Secondaria di primo grado e 39.389 della Secondaria di secondo grado.

FOTOGALLERY: IL RITORNO A SCUOLA

Mille incognite Ma non tutti sono tornati in classe: diversi istituti alterneranno lezioni in presenza e didattica a distanza, per consentire di fruire degli spazi limitati e il rispetto delle regole anticovid. Tra queste, l’obbligo del distanziamento di almeno un metro e della mascherina dalle elementari in su. E poi gli ingressi scaglionati e i percorsi-gimkana per evitare gli assembramenti. Ad esempio,  al liceo Galilei di Perugia arriva segnalazione della divisione in due turni degli studenti (come diverse altre scuole) con qualche intoppo nel passaggio. Oltre ai problemi di organico denunciati dai sindacati e le mille incognite nei protocolli che scatteranno in caso di casi positivi. Da ricordare che le scuole utilizzate come seggio per elezioni e referendum il 20 e 21 settembre, si fermeranno già il 18 per poi riaprire il 24.

VIDEO: LA MAESTRA SPIEGA LE REGOLE

Nuove scuole a Norcia Un doppio messaggio di speranza viene da Norcia, dove proprio oggi sono stati inaugurati l’istituto superiore temporaneo “De Gasperi-Battaglia” e la scuola materna. Soprattutto per il primo c’era grande attesa dopo le tante lezioni tra tende e container, seguite al terremoto del 2016.

L’AUGURIO DI TESEI E BACCHETTA

Vescovi: «Da crisi usciamo migliori» Dopo gli auguri della presidente Tesei e del presidente della Provincia di Perugia Bacchetta, anche i vescovi lanciano il loro messaggio di speranza. «L’anno nuovo presenta aspetti problematici sotto il profilo organizzativo-sanitario – evidenziano l’arcivescovo Domenico Sorrentino, vice presidente della Ceu e delegato dei Vescovi umbri per la scuola e Annarita Caponera, coordinatrice dell’omonima Commissione Ceu -. Ma abbiamo potuto sperimentare, nella scorsa primavera, la reazione positiva da parte di tutte le componenti scolastiche in dialogo e in collaborazione costante con le famiglie affinché la scuola, anche in condizioni straordinarie, potesse svolgere il suo servizio». «Quello che abbiamo vissuto nei momenti più duri ci dà fiducia – proseguono -. Senza negare il disagio e la fatica, abbiamo potuto costatare che si può lavorare insieme con intelligenza, buona volontà e spirito di sincera collaborazione per mantenere alto il livello delle nostre istituzioni scolastiche. Da una crisi possiamo uscire peggiori o migliori, ha detto papa Francesco. Noi credenti sappiamo che anche nei momenti difficili Dio non manca di stare al nostro fianco e ci aiuta a rinnovare tutte le cose. Ma anche al di là della fede tutte le persone di buona volontà possono vedere in questa crisi una sfida positiva da raccogliere per migliorare, rinnovare e far maturare. È necessario uno spirito di dialogo, di comunione di collaborazione che deve animare innanzitutto la politica, in modo particolare quando si tratta della scuola, tutta orientata al bene dei giovani che sono il nostro futuro più prezioso».

L’Ufficio scolastico «È stato un giorno emozionante – dice ad Ansa.it la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti – e tutto è andato per il meglio. Mi è stato segnalato un grande entusiasmo da parte degli studenti, ma anche dei docenti e di tutto il personale Ata». La dirigente sottolinea che «mai come quest’anno la scuola aveva bisogno dei ragazzi e noi di loro, ragazzi che mi è stato detto si sono presentati felici e molto composti, rispettando tutte le norme anti coronavirus disposte dal governo e dai singoli istituti». Rispetto all’anno precedente le scuole della regione «possono contare anche sull’organico Covid che si completa di circa 1.150 persone tra personale Ata (850) e docenti (300)». Per quanto riguarda invece un problema importante come quello delle supplente, Iunti assicura che saranno tutte designate in settimana «e questo permetterà alle scuole di lavorarecon tranquillità».

Presidio in Regione Intanto c’è chi coglie l’occasione per manifestare a Perugia, davanti alla Regione (come avvenuto in tantissime città italiane). Per la Rete degli studenti Medi «Abbiamo organizzato questo presidio simbolico per chiedere alla Regione Umbria di fare la propria parte – dichiara Matias Cravero, coordinatore di Altrascuola, Rete degli Studenti Medi Umbria -. Per una vera ripartenza sono necessari investimenti reali in Diritto allo Studio che, ad oggi, la Regione si rifiuta di mettere in campo. L’emergenza che stiamo vivendo deve essere non solo un’occasione per rimettere in discussione anni e anni di modelli sbagliati, ma anche un momento per riportare attenzione sulle criticità da risolvere e le possibilità da sviluppare: per questo aderiamo con convinzione alla piattaforma Priorità alla Scuola, con l’obiettivo di rimettere al centro delle lotte sociali il mondo dell’istruzione, perché da qui può e deve cominciare un rilancio del welfare smantellato negli ultimi decenni. Un welfare che funziona comincia da una scuola finanziata, spaziosa, sicura, che sia inclusiva e consenta e stimoli la crescita umana e politica di tutta la popolazione. Ripartire dalla scuola non è solo possibile, ma necessario: ci batteremo in questo autunno perché la voce di tanti studenti non passi inascoltata, perché finalmente si ricominci dalla scuola a progettare una società diversa, in cui a tutti vengano garantite le stesse possibilità».

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