sabato 21 aprile - Aggiornato alle 21:12

La relazione sul caso Terni Reti passa in consiglio: c’è anche l’ok del sindaco Di Girolamo

di Massimo Colonna

La presa d’atto della relazione su Terni Reti passa in consiglio comunale. Tra gli undici voti favorevoli c’è anche quello del sindaco Leopoldo Di Girolamo, oltre a quello del Movimento Cinque Stelle e di parte dell’opposizione. Astenuti invece il Pd e altri esponenti di maggioranza tra i 20 presenti al momento della scelta. Durante la seduta del consiglio di lunedì Federico Pasculli, consigliere del M5S e presidente della commissione Controllo e garanzia, ha presentato la relazione relativa ad assunzioni e consulenze all’interno di Terni Reti, partecipata al cento per cento da Palazzo Spada e che nei giorni scorsi ha imbarazzato l’amministrazione per alcuni casi sospetti.

Passaggio politico A questo punto la relazione finirà all’attenzione della terza commissione consigliare che dovrà valutare se esistano eccezioni formali al documento. Ma di fatto la questione è più politica che formale. Soprattutto in relazione al voto del primo cittadino, di fatto l’unico esponente di giunta e maggioranza (al voto era presente anche parte dell’esecutivo) che lunedì ha preso posizione, visto che gli assessori hanno preferito non replicare alla relazione presentata da Pasculli.

I passaggi contestati «La commissione Controllo e Garanzia – ha spiegato Pasculli – ha condotto degli approfondimenti riguardanti  la procedura di selezione di personale  adottata da Terni Reti, società a totale partecipazione pubblica, che si è conclusa con l’assunzione di una persona con il profilo richiesto, addetto a supporto della Direzione per attività tecniche che aveva già a lavorato per la società stessa».

Le consulenze «La consulenza più emblematica è quella dell’Ing. Piero Sechi. Lo stesso infatti dopo aver lasciato la presidenza di Terni Reti Srl a maggio 2013, carica ricoperta sin dal 2006, ha svolto una prestazione occasionale dal 25/06/2013 al 25/08/2013 per un importo di euro 5.000,00, e poi successivamente lavorerà per Terni Reti con un contratto a progetto dal 01/10/2013 al 31/12/2014 per euro 27.000,00. Il ruolo svolto per queste consulenze, così come da contratto è il supporto finalizzato alla gestione del contratto di servizio con il Comune e lo svolgimento degli adempimenti per le gare di ambito».

Todini Sul caso è intervenuto anche Franco Todini, consigliere della lista civica d’opposizione ‘Il Cammello’. «L’attività della Terni Reti non si può definire una attività del tutto trasparente. Ci sono molti passaggi contestati relativi ad assunzioni, secondo me meno importanti, e a consulenze, più rilevanti in quanto si tratta di società partecipate dal pubblico. Si finisce di essere presidente e si inizia a fare i consulenti, che nelle società legate al pubblico non è consentito. Oltre a questa questione c’è anche da considerare il problema della gestione di Terni Reti, che affronteremo più avanti».

I Cinque Stelle Poi anche i consiglieri del M5S hanno preso la parola. «L’amministrazione – ha spiegato Valentina Pococacio – era tenuta a rilasciare il nulla osta per una nuova assunzione da parte della società. Ma non solo questo documento non c’è ma il Comune non era stato nemmeno informato dell’apertura di una procedura di assunzione». Poi Pasculli. «Se fosse successo in casa 5Stelle ci sarebbe stata molta più polemica rispetto a quella che abbiamo fatto noi. Ora aspettiamo di capire cosa succede per le altre partecipate. Per esempio per l’Interporto di Orte posso dire che tra poco verrà fuori qualcosa di divertente». In chiusura Thomas De Luca ha sottolineato «la gestione completamente insufficiente e inadeguata per i parcheggi interrati. Quello che è stato fatto con Atc è sotto gli occhi di tutti. Mancano diversi milioni di euro che mi auguro che vengano riportati all’interno di questo ente».

I Love Terni Sul caso interviene Enrico Melasecche, consigliere della lista civica d’opposizione ‘I Love Terni’. «Emerge uno spaccato di una certa sinistra onnivora che dai grandi appalti alle piccole mance non perde occasione per ingrassarsi sulle spalle del resto della città che soffre. Ogni occasione è buona. Ma il dato politico del voto di ieri è significativo, a meno che non sia strumentale a manovre successive. Il sindaco vota a favore della relazione mentre il Pd, compresi gli stessi esponenti della quarta commissione che hanno partecipato alle audizioni ed hanno vissuto quella indagine in prima persona, non solo non si scandalizzano ma, pilatescamente si astengono. L’approvazione del sindaco, da apprezzare rispetto all’astensione generalizzata del resto della sua maggioranza, pretende però una coerenza minima perché in politica le parole e soprattutto il voto hanno significati inequivocabili. Si impone la sostituzione immediata e l’assegnazione dell’incarico non al solito figlio di papà ma ad un manager indipendente che sappia e voglia agire come si usa in un’azienda seria».

Twitter @tulhaidetto

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