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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 08:31

La Chiesa chiama il Pride: «Dialoghiamo, Pillon non ci rappresenta»

Una telefonata dai vertici al presidente di Omphalos: ecco cosa si sono detti

©Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli
Una telefonata dai vertici della Chiesa umbra è arrivata al presidente di Omphalos Stefano Bucaioni. Le parole che i due si sono scambiate non sono note a chi scrive, perchè le bocche cucite, da entrambi i fronti, sono più che prevedibili, ma la traduzione da chi ne conosce i contenuti è la «netta presa di distanza da Simone Pillon».

Ricostruzione Che la Chiesa umbra, lo facesse concretamente, contro il senatore oltranzista che difende le posizioni della destra cattolica conservatrice, con una visione tradizionalista della famiglia e soprattutto in radicale scontro con il mondo ‘arcobaleno’, è stato chiaro intanto dall’isolamento che gli è stato costruito intorno da quando il mondo a lui vicino ha ingaggiato una battaglia con la stessa presidente dell’Umbria, del suo partito, nel momento in cui ha dato il patrocinio al pride. Nessun sostegno alle contestazioni, persino con le vele in piazza Italia, da parte di alcun livello della Chiesa. Non bastasse, è arrivato, come un tuono, l’editoriale del direttore del periodico dei cattolici, ‘La voce’ che ha dato un nome e cognome a colui che tutto può rappresentare, tranne che le posizioni dei cattolici e della chiesa. Editoriale, molto apprezzato in diversi ambienti della chiesa umbra, soprattutto ai vertici – questo risulta a Umbria24 da testimonianze dirette – che non hanno fatto mancare al direttore Morini il pieno sostegno, apprezzamento e la totale condivisione, nell’ottica di una chiesa protesa al dialogo, come quella che Papa Francesco continua a costruire. Ha fatto seguito una lettera aperta pubblicata da Umbria24, del presidente di Omphalos, Stefano Bucaioni che, pur sottolineando, a suo avviso, la necessità di ‘scuse’ da parte della chiesa per gli attacchi all’universo ‘arcobaleno’, ha apprezzato la posizione dei cattolici e ha espressamente sottolineato la necessità di ‘incontrarsi sulle numerose cose che ci uniscono’.

Le posizioni Dialogo che ha mosso i primi passi, con la telefonata da parte dei vertici, a Bucaioni, con le prese di distanze da Pillon ‘non ci rappresenta’ e l’apprezzamento per ‘i messaggi espressi e i modi con cui si è deciso di esprimerli’. Nessuno, da entrambe le posizioni, cattolici e arcobaleno, immagina o chiede che i due ‘mondi’ vadano a braccetto. Nessuno immagina cioè che al Pride siano ospitate frange organizzate della Chiesa cattolica, viceversa alle manifestazioni per la famiglia ci siano esponenti delle organizzazioni Lgbtiq+: entrambi però sono d’accordo della necessità di dialogo. Quel ‘Chi sono io – evangelico – per giudicare’ espresso da Papa Francesco, a proposito del tema, è sicuramente una porta che si apre e non che si chiude, come taluni vicini a Pillon vorrebbero. Ecco perché, diversi che conoscono dall’interno i fatti di chiesa, alle richieste di scuse degli arcobaleno hanno ritenuto,«forse necessario ricordare i tanti ‘perdono’ di Papa Giovanni Paolo prima, Benedetto poi, Francesco ora». Mentre le accuse di cui si vedono destinati ‘di mettere le mani nelle mutande dei bambini’, le considerano «offese gratuite» che non aiutano sul cammino verso cui entrambi sembrano avviati: «Sul tema della pedofilia – afferma chi dalla Curia parla a Umbria24 – la Chiesa è a lavoro per punire chi sbaglia e chi ha sbagliato. Ma, prete uguale pedofilo, non lo accettiamo. C’è anche tra noi, chi ha sbagliato, come purtroppo, c’è nelle famiglie e in tutte le altre categorie dai medici, ai politici ai giornalisti. Soprattutto è un dramma che si consuma dentro le famiglie, ma non per questo attacchiamo tutti i papà o tutti gli zii. Ciò chiarito, siamo una casa aperta e non chiusa».

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