mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 09:16

Insetti buoni e cattivi: Kyoto ha scelto Perugia e 150 esperti si incontrano su scoperte nella ricerca

La conferenza, derivata dalla ‘fusione’ di due precedenti congressi internazionali, si svolge ogni due anni ed è la più importante occasione mondiale

La vista dalla palazzina dei servizi

E’ in corso, sino al 13 settembre 2019, nel Complesso monumentale dell’abbazia di San Pietro, a Perugia, la sesta edizione della conferenza internazionale sugli insetti entomofagi (Ieic6), organizzata dal professore Eric Conti e dai suoi collaboratori del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali (ex Facoltà di Agraria) dell’Università di Perugia. Rappresenta la più importante occasione mondiale per diffondere i risultati delle ricerche condotte sugli insetti entomofagi: sono gli insetti utili, predatori e parassitoidi, che vengono utilizzati nella lotta biologica agli insetti dannosi. Ad esempio, le coccinelle che mangiano gli afidi dannosi alle nostre rose o ai nostri pomodori dell’orto sono insetti predatori, e quindi entomofagi.

In particolare La conferenza, derivata dalla ‘fusione’ di due precedenti congressi internazionali, si svolge ogni due anni ed è la più importante occasione mondiale per diffondere i risultati delle ricerche condotte sugli insetti entomofagi. La sede di Perugia, votata a maggioranza nel corso dell’edizione svoltasi a Kyoto nel 2017, sta superando le aspettative con più di 150 partecipanti registrati e altrettanti contributi scientifici. In un contesto di globalizzazione dei mercati, sta diventando sempre più importante la problematica degli insetti invasivi, cioè delle specie che attraverso gli scambi commerciali internazionali invadono nostro malgrado nuovi continenti con conseguenze disastrose sulle economie locali. Purtroppo, anche in Italia quasi ogni anno si registrano nuove introduzioni di specie dannose. Si considerino ad esempio i danni provocati dalla cimice asiatica alla produzione agraria soprattutto nell’Italia settentrionale. Il miglior modo per contrastare queste invasioni è l’introduzione, dalle stesse zone di origine delle specie invasive, dei loro principali entomofagi naturali. Ad esempio, ha avuto sicuramente successo in Umbria e in altre regioni la recente introduzione del parassitoide del Cinipide galligeno del castagno, anch’esso di origine asiatica. Le ricerche condotte sugli insetti entomofagi hanno quindi l’obiettivo di selezionare specie che, da un lato, siano efficaci nel tenere sotto controllo gli insetti dannosi, e dall’altro lato, mostrino un basso rischio in termini di impatto ambientale.

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