sabato 23 settembre - Aggiornato alle 12:56

Innovativa terapia su insufficienza surrenalica a donna curata all’ospedale di Perugia

Si tratta del primo caso in Italia dopo l’autorizzazione del Ministero Salute

Dopo la paziente della provincia di Brindisi che fra pochi giorni tornerà in acqua per una gara di nuoto, affetta da diabete di tipo 1 dall’età di cinque anni, un’altra giovane donna si è affidata alle cure dei sanitari della struttura complessa di Medicina Interna Scienze Endocrine e Metaboliche per una grave insufficienza corticosurrenalica. Dopo la paziente della provincia di Brindisi che fra pochi giorni tornerà in acqua per una gara di nuoto, affetta da diabete di tipo 1 dall’età di cinque anni, un’altra giovane donna si è affidata alle cure dei sanitari della struttura complessa di Medicina Interna Scienze Endocrine e Metaboliche per una grave insufficienza corticosurrenalica, «brillantemente risolta con una tecnica innovativa, utilizzata per la prima volta in Italia». Ne dà notizia l’Azienda ospedaliera di Perugia. La donna, 42 anni, residente nella provincia di Treviso è stata dimessa ieri mattina 16 Luglio dopo un ricovero di appena 6 giorni e dopo che altri centri non avevano trovato una soluzione al suo problema. «Si è presentata alla nostra attenzione una donna con insufficienza surrenalica e affetta da un raro deficit del citocromo P450, con multipli difetti enzimatici dei processi di detossificazione epatica, con numerose reazioni allergiche – spiega il dottor Alberto Falorni -. Per tale motivo non era possibile un trattamento con le terapie standard orali a base di idrocortisone o cortisone acetato».

Il microinfusore di idrocortisone Una equipe di medici endocrinologi della struttura diretta dal Prof. Geremia Bolli – di cui fanno parte anche le dottoresse Elisabetta Torlone e Francesca Cardini – ha impiantato nella paziente un microinfusore (nella foto) per la somministrazione sottocutanea continua di idrocortisone non contenente eccipienti. «E’ la prima volta in Italia che tale sistema, abitualmente utilizzato per il trattamento insulinico di pazienti con diabete mellito di tipo 1, viene adattato per la terapia dell’insufficienza corticosurrenalica – informa ancora Falorni in una nota dell’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera di Perugia-. Per attuare la procedura è stato necessario chiedere una speciale autorizzazione del Ministero della Salute. La strategia attuata ha avuto successo e la paziente è stata monitorata con normali livelli ematici ormonali che riproducono il normale ritmo circadiano del cortisolo».

Il ritorno a casa Dopo un significativo miglioramento delle condizioni generali la paziente, nella giornata di domenica, ha fatto ritorno al proprio domicilio, e, secondo i medici, potrà tornare a breve a svolgere la propria attività di impiegata presso una azienda privata. In definitiva anche la risoluzione di questo complesso caso clinico conferma la competenza dei sanitari della Dimisem per offrire un adeguato trattamento dell’insufficienza corticosurrenalica a quei pazienti per i quali non è possibile utilizzare le terapie standard.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.