lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 06:56

Infortuni e morti sul lavoro, Umbria maglia nera. Bassetti: «Dati tolgono il fiato»

«Come non indignarsi per le morti sul lavoro, quando per l’uomo il lavoro è vita, crescita, sicurezza e serenità per se stesso e per la propria famiglia, e sviluppo e benessere per l’intera società». E’ il commento del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nell’apprendere i dati sulle morti e sugli infortuni sul lavoro diffusi dall’Inail, relativi al primo quadrimestre 2019, aumentati a livello nazionale rispetto allo stesso periodo del 2018 (+ 5,9% le morti, + 2,4% gli infortuni). L’Umbria è definita la “maglia nera” nel detenere il triste primato di regione con il maggiore incremento di morti (+ 22%) e di infortuni (+ 8%) sul lavoro rispetto all’anno precedente. Le morti sono state 9 (6 in provincia di Perugia e 3 in quella di Terni) da gennaio ad aprile 2019, una ogni quindici giorni, tutte di cittadini italiani, 5 sul luogo di lavoro e 4 lungo il percorso da casa al lavoro.

Dati tolgono il fiato «Sono dati che tolgono il fiato – osserva il cardinale –, perché testimoniano quanto si è ancora distanti dall’applicare le regole in materia di sicurezza sul lavoro. E’ un fenomeno generalizzato un po’ in tutto il Paese, quello di impiegare spesso i lavoratori senza gli adeguati sistemi di sicurezza, ma come evidenziano le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, i numeri nella nostra regione sono “drammatici”. Purtroppo non solo si continua a morire di lavoro, addirittura sono aumentate le morti bianche. E’ un fenomeno drammatico e, al tempo stesso, inquietante che deve fare riflettere le Istituzioni e gli organismi preposti in materia, soprattutto i datori di lavoro, che sono tenuti a fare lavorare in sicurezza i loro dipendenti, e questi ultimi a rivendicare il diritto al lavoro in condizioni sicure».

Il ruolo della Chiesa «Anche la Chiesa è chiamata a fare la sua parte», conclude il cardinale Bassetti nel ricordare che «da due mesi è attivo l’“Osservatorio Etica del lavoro e dell’impresa” promosso dalla Caritas diocesana in collaborazione con l’Ufficio per la pastorale dei problemi sociali e il lavoro, nato sulla scia del proficuo convegno dello scorso novembre sul tema “Dignità e lavoro”. Le istituzioni, le organizzazioni di categoria e le associazioni che hanno preso parte al convegno, hanno inteso proseguire insieme la loro opera di favorire relazioni che rispettino la dignità dei lavoratori e dei datori di lavoro, accogliendo la proposta della nostra Caritas a dare vita all’“Osservatorio”, chiamato a “monitorare” anche le diverse situazioni di criticità del mondo del lavoro, non ultima quella di lavorare in sicurezza».

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