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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 17:00

Infezione broncopolmonare nei bimbi con fibrosi cistica: finanziata ricerca di quattro prof dell’Università di Perugia

‘Immunospect’ della prof Zelante ottiene 130 mila euro: «Obiettivo di lungo termine è avanzare nello sviluppo di terapie con monoclonali»

Da sinistra Della Fazia, Zelante, Servillo e Spaccapelo

La Fondazione Fibrosi cistica italiana ha finanziato con 130 mila euro il progetto di ricerca della prof dell’Università di Perugia, Teresa Zelante, sulla diagnosi dell’aspergillosi broncopolmonare allergica (Abpa) nel paziente pediatrico con fibrosi cistica.

Infezione broncopolmonare nei bimbi con fibrosi cistica  Immunospect, questo il progetto della durata di due anni, ha ottenuto un aiuto economico di 130 mila euro. Nel team della prof Zelante anche il prof Giuseppe Servillo e la dottoressa Maria Agnese della Fazia, tutti della Sezione di Patologia generale del Dipartimento di Medicina. Con loro anche la prof Roberta Spaccapelo che è invece in organico alla Sezione Genetica e Genomica. Una nota dell’Ateneo spiega che dalla ricerca ci «si attende di comprendere in dettaglio le classi anticorpali specifiche contro tale patogeno: lo studio della funzione delle diverse sottoclassi di immunoglobuline specifiche nei confronti del fungo, nonché delle citochine che modellano i sottotipi di immunoglobuline, rappresenta infatti un potente strumento per colmare la difficoltà di diagnosi e terapia di questa nell’infezione broncopolmonare».

Finanziata ricerca di quattro prof dell’Università di Perugia In questo senso, Immunospect «intende soddisfare la necessità di disporre di una pronta diagnosi dell’aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA) nel paziente pediatrico con fibrosi cistica, nonché l’esigenza di comprendere in maniera più dettagliata l’influenza della risposta infiammatoria sulla produzione di classi di anticorpi specifici nei confronti del fungo opportunista Aspergillus fumigatus, agente eziologico alla base della patogenesi allergica di Abpa». A parlare, comunque, è direttamente la coordinatrice della ricerca, secondo cui «l’obiettivo a lungo termine è avanzare nello sviluppo e perfezionamento di terapie a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di malattie infettive respiratorie» dice Zelante, aggiungendo che «a tutt’oggi esistono pochi agenti antimicrobici che controllano le malattie fungine ed è quindi sempre più evidente la necessità di fronteggiare il crescente incremento di ceppi resistenti di Aspergillus fumigatus agli agenti antimicotici, data la natura complessa di questo patogeno che comporta esiti di malattia talvolta infausti».

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