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lunedì 30 gennaio - Aggiornato alle 06:27

Inchiesta sulle finte guardie, Bori alla Regione: «Chiarire i rapporti con l’associazione»

Interrogazione per far luce su eventuali contributi erogati dall’ente in favore della Aeop

Foto tratta dalla pagina Facebook dell'Aeop-Regione Umbria

«La Regione Umbria chiarisca pubblicamente quale rapporto ha avuto con l’associazione Aeop (Associazione europea operatori di polizia), recentemente balzata alle cronache giudiziarie; se ha erogato contributi a suo favore, in quale entità e con quali modalità, ma, soprattutto, renda noto se in base alle numerose segnalazioni ricevute, si sia mai adoperata per effettuare controlli sull’attività svolta nell’esecuzione degli incarichi ad essa affidati».

FINTE GUARDIE: 17INDAGATI

Inchiesta sulle finte guardie È quanto chiede, in un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, il consigliere Pd e vice presidente della commissione sanità, Tommaso Bori. «Come è ormai noto, sulla base delle indagini condotte dalla Procura di Perugia, oltre che dagli articoli pubblicati sulla stampa locale – ricorda Bori, in un comunicato della Regione – l’associazione Aeop avrebbe largamente e ripetutamente trasceso i propri compiti fino ad arrivare alla comminazione di sanzioni illegittime per diverse migliaia di euro. Ciò ha portato 17 persone aderenti a tale associazione ad essere accusate di usurpazione di funzioni, falsità ideologica, truffa aggravata e minacce».

CONTROLLI ANTI COVID ABUSIVI

Bori alla Regione: «Chiarire i rapporti con l’associazione» «Nel corso degli ultimi anni – ricorda il consigliere Dem – tali soggetti, presentandosi come guardie particolari zoofile, facenti parte della polizia giudiziaria, hanno operato nel territorio umbro e perugino in particolare, operando abusivamente in molti settori, dall’abbandono dei rifiuti, al maltrattamento di animali, ai controlli stradali, svolgendo queste attività senza averne alcun titolo. Tenuto conto di ciò – rileva Bori – stupisce come tale organizzazione abbia potuto essere registrata come associazione Prociv presso la Regione e non essere soggetta a controlli ed aver avuto accesso ad importanti contributi finanziari. Stupisce anche che abbia potuto ricevere encomi ufficiali dal Comune di Perugia, direttamente dalle mani del sindaco Andrea Romizi e dell’assessore Luca Merli. Questa vicenda, che appare a tutti gli effetti al limite del grottesco, non può e non deve passare inosservata – conclude Bori -, tanto più agli occhi della Regione che ha il dovere di controllare, ma anche di difendere l’onorabilità e il lavoro svolto dalle tante altre associazioni riconosciute all’interno del circuito della Protezione civile regionale, che al contrario della Aeop, continuano a svolgere con generosità, impegno e correttezza il proprio servizio per la comunità umbra e nazionale».

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