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venerdì 23 ottobre - Aggiornato alle 13:38

In Umbria tante persone affette da afasia dopo un ictus: «Di noi si parla ancora troppo poco»

La Aita ha organizzato su Zoom un incontro con molti esperti in occasione della giornata nazionale dedicata a questa patologia

Il logo dell'associazione

Almeno il 30% delle duemila persone che ogni anno in Umbria vengono colpite da ictus deve fare i conti con importanti disturbi del linguaggio. È questo uno dei dati emersi nel corso della Giornata nazionale dell’afasia, organizzata dall’Aita Umbria (l’Associazione italiana afasici) che si è tenuta sabato sulla piattaforma Zoom. «L’afasia non riguarda quindi solo chi ne è colpito – hanno spiegato gli esperti – ma si ripercuote sull’intera rete sociale. A volte l’evoluzione è molto favorevole e il disturbo regredisce completamente o quasi nel giro di qualche mese, in altri casi i tempi di recupero sono molto impegnativi e nella maggior parte dei casi il recupero è parziale. Il miglioramento è sempre lento e graduale ma può essere accelerato e potenziato da un intervento riabilitativo adeguato».

L’appuntamento Ad aprire l’incontro è stata la presidente dell’Aita Nicoletta Pauselli: «La pianta di erica – ha detto – è il simbolo di poeti, artisti e persone malinconiche, proprio per questo è anche il nostro segno distintivo. L’erica è legata alla speranza nel suo antico significato simbolico, la speranza che i sogni e i desideri si avverino». Presenti anche il dottor Maurizio Masucci, direttore Unità operativa complessa Riabilitazione intensiva ospedaliera, la dottoressa Lorena Rasimelli (coordinatrice dell’area professionale e riabilitativa del Cori di Passignano), le logopediste Serena Brunetti e Giulia Rosi, la volontaria Miriam Maddalena e la vicepresidente dell’associazione Francesca Graziani.

La patologia «Immagina che improvvisamente tutte le persone intorno a te si mettano a parlare una lingua sconosciuta. Non sei più in grado di capire. Non riesci a farti capire. Questa – è stato ricordato sabato – è l’afasia. Un disturbo della comunicazione, conseguenza di una lesione cerebrale generalmente localizzata nella metà sinistra del cervello, che si verifica a seguito di ictus e traumi cranici. Alcuni afasici hanno difficoltà a esprimersi, mentre altri non riescono a seguire una conversazione o a capire ciò che gli viene detto. In certi casi, l’afasia è lieve; in altri può danneggiare la capacità di parlare, scrivere, leggere e comprendere in maniera irreversibile». Aita Umbria è stata fondata nel 2012 e si occupa di creare connessioni fra le persone che soffrono di questo disturbo, le loro famiglie e i medici; di fornire informazioni sulle risorse esistenti per la riabilitazione nel territorio regionale e di organizzare congressi e giornate di studio finalizzate alla divulgazione scientifica.

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