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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 15:55

«Diritto alla salute compromesso, dibattito stadio-clinica lontano dai bisogni della gente»

Sanità, a Terni diverse associazioni lavorano a un manifesto. ‘Amelia domani’ attende risposte e il Pd annuncia mobilitazione

Un manifesto valoriale per rilanciare la sanità territoriale è quello al quale stanno lavorando 14 associazioni, riunitesi martedì mattina nella sede del CesVol a Terni per un primo confronto da aprire a organizzazioni sanitarie, consulta dei sindaci, vertici sanitari e giunta regionale e gruppi consiliari del consiglio oltre che sindacati. Un manifesto che vuole raccogliere critiche e proporre soluzioni per risollevare la grave situazione in tema sanità che si vive a Terni e provincia. Situazione di criticità sotto gli occhi di un numero crescente di persone e le iniziative in programma lo confermano.

Sanità A promuovere l’iniziativa del manifesto sono Cittadini liberi – Pensare il Domani – Terni Valley – La Pagina -Interamnopolis – Pagina Facebook Salute e Partecipazione – Aumat (Associazione umbra malattie della tiroide) – Tribunale diritti del Malato- Associazione Claudio Conti – CittadinanzAttiva – Associazione Aladino- Acli- TerniDonne. Al centro del tavolo una sola riflessione: ‘La nostra città sta progressivamente perdendo efficienza e competitività nell’erogazione di servizi’ scrivono gli organizzatori. Si è parlato quindi dei problemi relativi all’ospedale di Terni: liste d’attesa, pronto soccorso in perenne sofferenza, mobilità sanitaria per le prestazioni e rinvio degli interventi programmati. Non è mancato l’accenno all’ospedale Narni-Amelia, in quest’ultima città il gruppo consiliare guidato da Pompeo Petrarca da mesi sta incalzando l’amministrazione comunale a fornire risposte e dà battaglia anche a colpi di iniziative social e sit-in. La voce dei cittadini, che vedono il diritto alla salute via via sfumare, inizia insomma ad alzarsi e il Pd di Terni, convocando una conferenza stampa per mercoledì alle 11 ha già annunciato una mobilitazione in tal senso.

A Terni Alla testimoninza video che arriva da Amelia si unisce dunque il grido d’allarme lanciato dalle associazioni ternane per le quali: «È ormai in indiscussione il diritto costituzionale alla salute. Le comunità locali devono far sentire la propria voce. Davanti al declassamento dell’ospedale non possiamo che ripartire dalla sostanza dei problemi non ci basta un cambio di comando. Ci serve discutere sulla missione, l’integrazione con altre strutture sanitarie del territorio. Vogliamo formulare una proposta di cambiamento in tema di sanità per questo nostro territorio. Qui si pensa a un unico baraccone, un’unica sede dove tutti fanno gestione e programmazione saltando qualunque dinamica tra controllore e controllato, dove ci sarà sempre la possibilità di un colpo di mano non prevedibile. Significa prepararsi ai tagli. Dopo il taglio c’è la privatizzazione». «Siamo arrivati al punto di non ritorno per quanto riguarda la mancanza di servizi – testimonia una presente -. Almeno per chi a Terni vive probelmi di sanità e sociali. Per i nostri ragazzi disabili o adulti disabili andiamo a Pisa; in Lombardia dobbiamo portare i nostri familiari, la psichiatria locale si rifiuta di seguire i nostri ragazzi con disabilità costretti ad andare fuori regione. Le donne sono costretta ad andare ad abortire fuori regione; per problemi ai denti si deve raggiungere almeno gubbio le sto urlando da anni ora sono contenta che si faccia una battaglia comune. Mio figlio per fare l’elicobacter è dovuto andare a Perugia. Io vi parlo da cittadina, siamo alla disperazione. Si parla di stadio clinica ma i problemi della gente non viene fuori nemmeno in campagana elttorale e mi sembra assurdo».

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