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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 02:35

In Umbria dal 2008 in fumo un’area grande come il comune di Giove. Ma i danni sono maggiori

I dati del rapporto di Legambiente: 1.537 ettari in fiamme in 14 anni, ma l’area è in realtà più estesa

Le fiamme a Guardea

di Daniele Bovi

Dal 2008 al 2021 in Umbria è andato in fumo un territorio grande come l’intero comune di Giove. Il dato emerge dall’ultimo rapporto di Legambiente sugli incendi in Italia, pubblicato nei giorni scorsi. Il calcolo è stato fatto utilizzando i dati satellitari dell’Effis (l’European forest fire information system) ed è sottostimato visto che il sistema di monitoraggio europeo prende in considerazione solo gli incendi che hanno interessato una superficie non inferiore ai 30 ettari, e che rappresentano la gran parte dei roghi che interessano il paese.

LA MAPPA DELI INCENDI IN UMBRIA

I numeri Partendo da quelli dolosi, colposi e generici, i dati delle forze dell’ordine elaborati dall’associazione parlano di 121 reati in Umbria nel 2021, per un totale di 162 ettari andati in fumo (sempre tenendo conto del limite dei 30 ettari dell’Effis), 23 denunce, un arresto e 34 multe. Numeri, per fortuna, molto lontani da quelli delle regioni dove è presente un forte radicamento delle mafie come Sicilia (993 reati), Calabria (674), Puglia (601) e Campania (553).

Zone protette Il rapporto prende poi in considerazione i roghi registrati nelle zone protette tra il 2008 e il 2021. Nei siti Natura 2000 (categoria dentro la quale ci sono le Zone speciali di conservazione, i Siti di interesse comunitario e le Zone di protezione speciale) gli incendi hanno interessato oltre 300 ettari, ai quali ne vanno aggiunti altri 220 relativi alle aree protette. Numeri che, come visto, restituiscono solo in parte la gravità di un fenomeno sul quale, tra siccità e ondate di calore, sta influendo il cambiamento climatico.

Le proposte Sulla scorta di quanto successo nel 2021 il governo ha integrato le norme esistenti per contrastare con più efficacia i roghi e ha stanziato 40 milioni per il miglioramento di tecnologie e mezzi aerei. Legambiente suggerisce altri possibili interventi che riguardano la gestione integrata degli incendi per superare l’attuale frammentazione delle competenze, pianificazione e politiche di adattamento, integrazione della politica forestale con quella agricola, pascolo come strumento di prevenzione, più coinvolgimento dei cittadini, statistiche migliori per comprendere e governare il fenomeno, una più efficace pianificazione urbanistica e, oltre a pene più severe, un potenziamento dei mezzi delle forze dell’ordine.

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