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lunedì 18 ottobre - Aggiornato alle 00:57

In Umbria 19 ricoverati per Covid, ma dodici non sono vaccinati: «Situazione ospedali lascia ben sperare»

Due in terapia intensiva: uno non aveva ricevuto il farmaco e l’altro il monodose meno di una settimana prima di ammalarsi

©Fabrizio Troccoli

di C.F. e M.T.

Dodici dei 19 pazienti ricoverati in Umbria per Covid non sono vaccinati neanche con una dose. Il numero viene confermato a Umbria24 direttamente della Regione che spiega che degli altri sette pazienti trattati in ospedale due hanno avuto una sola dosa e cinque anche la doppia dose.

Dodici dei 19 pazienti ricoverati Un dato, quest’ultimo, che va spiegato. Intanto tra i cinque che risultano in un letto di ospedale c’è un paziente, peraltro ricoverato in terapia intensiva, che era stato vaccinato con il monodose cinque giorni prima che si presentasse in nosocomio con sintomi, motivo per cui si ritiene che la positivizzazione sia stata precedente alla somministrazione del farmaco. Gli altri quattro che hanno completato il ciclo vaccinale, ma sono stati comunque contagiati e ora si trovano ricoverati in ospedale: si tratta di soggetti considerati estremamente fragili, quindi con patologie severe pregresse, e che a seguito del contagio hanno riportato sintomi molto contenuti e, infatti, sono trattati nei reparti di area medica, non in Terapia intensiva. A parità di sintomi un positivo senza patologie pregresse non verrebbe trattenuto, mentre un estremamente fragile contagiato ma non vaccinato avrebbe avuto un decorso dell’infezione sicuramente più grave. Infine, in terapia intensiva ci sono due pazienti, oltre a quello col monodose ricevuto cinque giorni prima del ricovero, ce n’è un altro che non ha ricevuto neanche una dose di vaccino.

«Situazione ospedaliera lascia ben sperare» «Il numero dei ricoverati e dei ricoverati gravi rispetto alla popolazione umbra lascia ben sperare» ha detto a Umbria24 la prof Daniela Francisci, direttrice della struttura complessa di Malattie infettive al Santa Maria della Misericordia di Perugia, che aggiunge: «Bisogna altresì ricordare che i vaccini non hanno un’efficacia al cento per cento e va sempre verificata puntualmente la condizione di salute dei pazienti vaccinati. In ogni caso non è insolito constatare che si possa trattare anche di pazienti con patologie pregresse che pur presentando una sintomatologia da Covid non preoccupante, possono essere maggiormente esposti a rischio per cui in forma cautelativa è meglio optare per una osservazione ospedaliera. Insomma avere un’attenzione e una cautela in più. Poi c’è da tenere conto che i vaccini sono stati creati per una variante europea presente nel marzo del 2020, funzionano ma in maniera ridotta rispetto alla variante Delta attualmente in circolazione».

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