Nel giro di tre anni, soltanto in Umbria, gli animali selvatici che attraversano la strada hanno provocato oltre 1.500 incidenti. Le specie più investite? il cinghiale, il capriolo, il daino e l’istrice anche se spesso sono coinvolte anche specie di particolare interesse naturalistico come il lupo e il gatto selvatico. Anche di questo si discuterà martedì e mercoledì a Perugia, quando esperti italiani e stranieri si ritroveranno per confrontarsi, nell’ambito del progetto Life Strade, sulle politiche e le progettualità per la prevenzione delle collisioni tra veicoli e fauna selvatica. Il convegno si intitola «Wildlife road kill prevention: theory, research and practice» e ad aprirlo sarà l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini.

Il convegno Gli esperti arriveranno dalle università di Torino, Trento e Trieste, ma anche da quelle di Svezia, Germania, Spagna, Belgio e Repubblica Ceca e Stati Uniti, in particolare dall’Università dello Utah e da quella della California. «Non è un caso – spiega Cecchini – che il progetto Life Strade, il quale coinvolge in Italia tre regioni, ovvero Umbria con il ruolo di coordinatore, Marche e Toscana e le province di Perugia, Terni, Siena, Grosseto e Pesaro Urbino, abbia scelto questa tematica. Il traffico veicolare rappresenta, infatti, una delle cause di mortalità della fauna selvatica in costante crescita, a causa dell’aumento dei veicoli in circolazione».

I numeri Solo negli Stati Uniti la mortalità della fauna selvatica in seguito a scontri con gli autoveicoli viene stimata nell’ordine di un milione di vertebrati al giorno, mentre in Europa gli uccelli e mammiferi travolti ogni anno sulle strade sarebbero tra i 10 e i 100 milioni. In ciascuna provincia italiana si stimano oltre 15 mila animali travolti ogni anno, anche se non c’è ancora un accurato programma di monitoraggio. I dati attualmente disponibili si riferiscono esclusivamente ai danni denunciati o indennizzati da ciascuna provincia secondo le leggi vigenti, pertanto si tratta di numeri parziali, che tendono a sottostimare il fenomeno. «Con dati così allarmanti – osservano gli organizzatori del convegno -, diventa fondamentale un monitoraggio più attento del fenomeno e l’individuazione di azioni che possano contribuire a mitigarlo».

Prevenzione Il progetto Life Strade, partito nel 2013 e che si concluderà nel marzo 2017, è proprio quello di creare un archivio informatico delle collisioni continuamente aggiornato (attualmente contiene oltre 8mila segnalazioni di incidenti), sul quale costruire una mappa del rischio reale. Numeri grazie ai quali costruire un sistema di prevenzione in grado, attraverso segnali sonori, di dissuadere l’animale dall’attraversare la strada e di avvertire l’automobilista del pericolo.

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