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mercoledì 19 gennaio - Aggiornato alle 21:50

In nome di Elisa Orsini nasce l’associazione che si occuperà dei suoi fragili

L’assistente sociale morta tragicamente un anno fa è oggi ricordata nelle opere d’ ‘Elisa83’

E’ stata presentata a Perugia, nel corso di una conferenza svoltasi alla Provincia, l’Organizzazione di volontariato ‘Elisa830dv’, voluta dai genitori Piera e Adolfo Orsini per «mantenere vivo il ricordo felice di Elisa e mitigare quello doloroso della sua perdita», avvenuta un anno fa in circostanze tragiche. L’associazione, che sarà trasformata in fondazione, è stata voluta per fornire supporto concreto per la formazione, la ricerca, lo sviluppo ed i servizi sui temi legati alla professione dell’assistente sociale, nel dichiarato intento di «aiutare le persone più fragili e gli ultimi», principio cui Elisa, come ha voluto ricordare il padre Adolfo, aveva ispirato la sua attività professionale. Nel momento del dolore e delle domande laceranti, i genitori di Elisa hanno scelto con decisione e coraggio di non chiudersi al mondo, ma di organizzare e mettere a disposizione, per onorare fattivamente Elisa, una risposta «aperta e collettiva», condivisa e fatta di soluzioni utili ai problemi delle categorie più fragili. L ‘Associazione si propone anche tra i suoi scopi quello di promuovere iniziative in favore degli animali, in particolare dei cani, dei quali Elisa era grande appassionata. Elisa Orsini era una assistente sociale che operava alla Usl Umbria 1, dove lavorava con la coordinatrice Patrizia Cecchetti che nel corso della presentazione ne ha tratteggiato la figura e le doti umane e professionali, in memoria delle quali l’Ordine degli assistenti sociali dell’Umbria ha già istituito un premio di laurea in servizio sociale. Alla presentazione hanno portato il saluto istituzionale Erika Borghesi, consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità e Michele Bettarelli, concittadino di Elisa e vice presidente del Consiglio regionale. Borghesi ha sottolineato il valore dell’associazionismo e del volontariato e l’istanza inoltrata dal Comitato promotore costituito ad hoc a livello nazionale all’Unesco di riconoscerlo come bene immateriale dell’umanità.

Approfondimento La prima iniziativa che l’Associazione metterà in cantiere è imminente. Venerdì 3 dicembre organizzerà un Convegno su «i Servizi sociali e socio sanitari dopo il covid», per analizzare quali maggiori difficoltà la pandemia ha proposto all’attività dell’assistente sociale. Il corso è rivolto sia agli operatori del settore (per i quali l’evento, in presenza e in streaming, assegnerà crediti formativi) sia alla cittadinanza tutta, nel tentativo di avvicinare la percezione della figura dell’assistente sociale come presenza di reale sostegno sul territorio. Nutrito e qualificato il parterre dei relatori, tra i quali la senatrice Livia Turco, già ministro della Solidarietà sociale dal 1996 al 2001, e della Salute dal 2006 al 2008. Turco parlerà di “bilancio e rilancio” della legge quadro n. 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Diego Simonetti, del Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali, parlerà della responsabilità dell’assistente nell’evoluzione del welfare di comunità e di prossimità come risposta al covid. Fiorella Giacalone, docente dell’Università di Perugia, illustrerà una ricerca del corso di laurea in Servizio sociale sullo stesso ai tempi del covid. Elisa Granocchia, responsabile del servizi sociali del Comune di Perugia, parlerà di ostacoli e opportunità del lavoro del servizio sociale dell’ente locale. Le conclusioni saranno affidate a Massimo D’Alema, già presidente del Consiglio dei ministri e attualmente presidente della Fondazione Italiani Europei, istituzione che curerà la pubblicazione degli atti del convegno.

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