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sabato 29 gennaio - Aggiornato alle 08:35

In due giorni vaccinato il 36% degli 80enni. I veterinari: «Regione pensi anche ai liberi professionisti»

Inoculate dosi a 2.477 persone su 6.740 prenotazioni. Il presidente dell’ordine Bianchini: «Deluso e amareggiato. Servono dosi per tutti i colleghi»

Uno degli anziani vaccinati lunedì (© Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Sono quasi 2.500 gli ottantenni in Umbria che hanno ricevuto la prima dose di vaccino. A renderlo noto è la Regione al termine del secondo giorno di vaccinazioni. In particolare, sono 2.477 le somministrazioni su 6.740 prenotazioni che, in questa prima fase, riguardano solo i nati nel 1940 e nel gennaio ’41; in percentuale, dunque, si tratta del 36% mentre la platea complessiva è di 8.700 persone. «A livello nazionale, in numeri assoluti – spiega la Regione – l’Umbria è preceduta solo dal Lazio con oltre 38mila vaccinazioni, dalla Campania, dall’Alto Adige, dal Veneto, dal Trentino e dalla Lombardia». Stando ai numeri del portale nazionale, al momento in Umbria sono state inoculate 33.826 dosi, pari all’82% di quelle consegnate. Dal 25 febbraio, inoltre, partiranno le prenotazioni per tutti gli over 80 mentre lunedì è stato chiuso l’accordo con i medici di famiglia, che potranno vaccinare gli anziani che non si possono muovere a domicilio.

PERCHÉ SI PARTE DAI NATI NEL 1940

LA VISITA DI SPERANZA IN UMBRIA

Nessun disservizio «La nostra organizzazione – assicura l’assessore alla Sanità Luca Coletto – sta funzionando; non abbiamo avuto disservizi nella fase di prenotazione, né sul portale né in farmacia e stiamo procedendo secondo la pianificazione che ci eravamo dati. Questi dati confermano inoltre, che non appena avremo a disposizione i vaccini richiesti a livello nazionale – speriamo al più presto – potremo vaccinare rapidamente tutti gli ultraottantenni e i soggetti delle altre categorie previste nella fase 1». Di vaccini si è discusso anche nel corso dell’incontro di lunedì, a Palazzo Donini, con il ministro della Salute Roberto Speranza; un’occasione durante la quale l’Umbria è tornata a chiedere 50 mila dosi in più.

FOTO: IL PRIMO GIORNO DI VACCINAZIONI

LA MAPPA DEI PRIMI 14 PUNTI INDIVIDUATI

I veterinari A parlare di vaccini martedì è anche Sandro Bianchini, presidente dell’Ordine dei medici veterinari della provincia di Perugia che si dice «deluso e amareggiato dalla mia Regione». «La vaccinazione anti Covid-19 – dice – sia estesa a tutti i medici veterinari e non solo ai dirigenti medici veterinari del Sistema sanitario nazionale che giustamente ne devono usufruire e che già hanno ricevuto la prima e seconda dose, compresi gli amministrativi e dipendenti». «Non volevo arrivare a questo – spiega – ma come presidente di un ordine professionale sanitario, mi corre l’obbligo, oltre a sentirmi in dovere, di difendere i diritti di tutti gli iscritti al nostro ordine, attuando e mettendo in campo qualsiasi strategia o percorso utile allo scopo e cioè quello di dare la possibilità a tutti i colleghi medici veterinari, di ricevere la vaccinazione anti Covid».

IL PORTALE PER LA PRENOTAZIONE

In prima linea Il problema nasce sulla somministrazione del vaccino ai liberi professionisti che «sono quotidianamente in prima linea nella difesa della salute pubblica e nel far rispettare le regole ad essa correlate». Bianchini ricorda poi che le regioni limitrofe all’Umbria «hanno fin da subito inserito i medici veterinari liberi professionisti in Fase 1» e quindi tra i primi ad essere vaccinati come il resto del personale medico. «L’assessore Coletto cerchi di recuperare il terreno perso nei nostri confronti convocando immediatamente chi di dovere per poter iniziare la vaccinazione di tutti i medici veterinari».

Pronti alla protesta Diversamente, Bianchini non esclude anche azioni di protesta: «Sono passati già 20 giorni quando in Regione è stata approvata la mozione che avrebbe dovuto includerci in Fascia 1, adesso chiediamo i fatti concreti, altrimenti – conclude – ci fermeremo, convinto che anche i colleghi dipendenti del Sistema sanitario nazionale, e non ho nulla per dubitarne, saranno sicuramente al fianco dei liberi professionisti, informatori, universitari e di chi lavora nell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, affinché si raggiunga il giusto riconoscimento a una categoria che quotidianamente dà molto a questa regione, ma che forse non è cosi apprezzata come in altre realtà regionali».

Twitter @DanieleBovi

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