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lunedì 1 marzo - Aggiornato alle 04:12

Impianto geotermico a Castel Giorgio, c’è il nulla osta del governo: il Mise dà l’ok definitivo

Rilasciato durante il lockdown il decreto di permesso alla società  Itw Lkw Geotermia Italia

 

Progetto di impianto geotermico a Castel Giorgio

di Mar. Ros.

Non c’è sismicità che tenga e la battaglia di residenti, anche illustri, di Castel Giorgio, è persa, pure passando di tribunale in tribunale. II progetto relativo alla realizzazione dell’impianto geotermico pilota sarà realizzato pure senza l’intesa con la Regione Umbria. C’è di più: il 16 marzo scorso, in pieno lockdown per la pandemia di Covid-19, il ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato alla società Itw Lkw Geotermia Italia SpA, di concerto con il ministero dell’Ambiente, il decreto di permesso di ricerca geotermico richiesto. A darne notizia, è il titolare dello stesso dicastero, il pentastellato Stefano Patuanelli, rispondendo ad una interrogazione del senatore di Forza Italia Stefano Battistoni.

Impianto geotermico Nel testo di risposta all’esponente Forzista, Patuanelli ripercorre le vicende legate alla fase embrionale di realizzazione dell’impianto: «Il progetto è stato oggetto di una Valutazione dell’impatto ambientale (VIA) che si è conclusa in data 3 aprile 2015 con l’emanazione del decreto positivo di compatibilità ambientale n.59 dello stesso ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact). II decreto è stato emanato sulla base dei pareri favorevoli della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS (Ctvia) n. 1641 del 31 ottobre 2014 e del Mibact. In tale decreto sono anche considerati il parere interlocutorio della Regione Umbria n.7896 del 1° ottobre 2014 ed il parere favorevole della Regione Lazio n. G16974 del 25 novembre 2014. Il decreto di VIA – prosegue il ministro Patuanelli – è corredato di un quadro prescrittivo articolato e puntuale che tiene conto di tutti gli aspetti ambientali caratterizzanti il progetto tra i quali quelli relativi alla micro-sismicità. Ad ogni modo, a seguito della mancata intesa da parte della Regione Umbria, il procedimento è stato rimesso alla presidenza del Consiglio dei ministri».

Governo chiamato a decidere su Castel Giorgio «Nell’ambito dell’istruttoria condotta dalla presidenza del Consiglio dei ministri è emerso  che  la  problematica  degli  eventi  sismici  è stata debitamente valutata  anche se, ovviamente, la  procedura di impatto ambientale, risalente al 2015, non ha potuto tenere conto degli eventi sismici manifestatisi nel 2016. Con nota del 5 marzo 2019, il ministero dello Sviluppo economico (Mise) ha pertanto chiesto al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di interessare la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS, al fine di valutare la necessità di procedere a una nuova valutazione di impatto ambientale. La commissione,  con parere 3025 del 31 maggio 2019 ha confermato il precedente parere di ottobre 2014, ritenendo non necessarie ulteriori analisi. In particolare, la commissione ha affermato che gli eventi sismici in questione ‘sono simili a quelli che si sono verificati in passato in quelle aree: non costituiscono pertanto un elemento di novità’, ‘tali eventi – hanno aggiunto i tecnici – per la loro distanza, sono poco avvertiti dalla popolazione di Castel Giorgio, molto meno dei sismi più deboli,  d’origine vulcanico/geotermica,  che hanno il loro epicentro nell’area del futuro impianto ed inoltre, che malgrado la loro elevata intensità, i terremoti del 2016 non hanno innescato sismi nell’area di Castel Giorgio, che nello stesso periodo ha goduto di una relativa tranquillità sismica’».

Il nulla osta alla realizzazione dell’impianto «Nell’ambito delle valutazioni espletate sull’argomento – spiega il ministro Patuanelli – è stata evidenziata la rilevanza della sentenza n.7573 del 2019 del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Terza, con la quale, in una situazione analoga a quella in parola, è stato accolto il ricorso del Comune interessato contro gli atti del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Con ulteriore parere del luglio 2019, la commissione ha però confermato il proprio avviso espresso nel precedente parere di maggio dello stesso anno, a sua volta confermativo di quello di ottobre di cinque anni prima, favorevole con prescrizioni. In particolare, la Ctvia ha ritenuto che il problema  posto con la sentenza del Tar del Lazio del 2019 non si presentasse per gli impianti geotermici di Castel Giorgio e Torre Alfina. Prendendo atto di quanto emerso nel corso dell’istruttoria, la presidenza del Consiglio ha deliberato di superare la mancata intesa della Regione Umbria, esprimendosi favorevolmente con provvedimento del 31 luglio 2019. Conseguentemente alla deliberazione della Presidenza del Consiglio dei ministri  e  data  la  scadenza  ampiamente  intervenuta  dei  termini  del procedimento, in data 16 marzo 2020 il ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato alla società Geotermia Italia SpA, di concerto con il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il decreto di permesso di ricerca geotermico per l’impianto pilota di “Castel Giorgio”, in  ottemperanza  alla  sentenza  del 2018 del  Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria, con la quale si dichiara l’obbligo dello stesso Mise di provvedere sull’istanza presentata dalla società ricorrente. Infine – conclude Patuanelli in risposta a Battistoni – si rimette al ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ogni ulteriore e nuova valutazione relativamente alla sismicità dei luoghi interessati dall’impianto ‘Castel Giorgio’».

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