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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 08:13

Chiesa incontra Pride: «Restiamo in contatto». Pillon dal vescovo

Boccardo protagonista dell’avvicinamento: «Manifestato rispetto». Bucaioni: «Partiamo da temi comuni, i migranti e gli ultimi»

Monsignor Renato Boccardo (©️Fabrizio Troccoli)

di Maurizio Troccoli e Chiara Fabrizi

Un incontro in Curia a Spoleto tra il presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), ovvero il vescovo Renato Boccardo, e il presidente di Omphalos, Stefano Bucaioni. Il confronto segue le interlocuzioni dei giorni scorsi: prima l’editoriale del direttore del periodico dei cattolici umbri La Voce, poi una lettera aperta di Omphalos,  rivolta in particolare alla chiesa umbra, quindi una telefonata tra Boccardo e il presidente Bucaioni e, infine, l’incontro del 4 luglio. Sia Boccardo che Bucaioni, entrambi raggiunti telefonicamente da Umbria24, parlano di un confronto avvenuto in un clima «disteso e cordiale».

Incontro tra Chiesa e Umbria Pride Il capo dei vescovi umbri esordisce dicendo che «finché non ci si conosce si ha paura, per questo dialogare è sempre importante, anche se non vuol dire negare le differenze». Boccardo, che incontrando Bucaioni ha compiuto un gesto inedito per l’Umbria, ribadisce che «l’accoglienza e il rispetto della Chiesa c’è nei confronti di tutte le persone a prescindere dalle loro scelte», per poi precisare che quello di lunedì in Curia a Spoleto è stato soltanto «il primo incontro» utile al monsignore «a manifestare attenzione e rispetto da parte della Chiesa». Il vescovo di Spoleto a capo della Ceu conferma che con Bucaioni «ci siamo detti di rimanere in contatto», ma se e come si svilupperà questo percorso di dialogo resta da capire. Certo è che le parti hanno «condiviso la preoccupazione per l’educazione delle nuove generazioni», ha detto a Umbria24 il presule.

Boccardo ha incontrato anche Pillon Sulla concessione del patrocinio all’Umbria Pride, poi, Boccardo ha detto che «la Regione concede il patrocinio a numerose iniziative che sono di ogni genere e non vedo perché non avrebbe dovuto riconoscerla anche a questa manifestazione». Tra le pieghe del dialogo tra il capo dei vescovi e Umbria24 emerge che lo stesso presule ha incontrato anche il senatore leghista Simone Pillon, che proprio sul patrocinio ha attaccato duramente la presidente Donatella Tesei, mobilitando contro di lei una serie di realtà pro life: «Ha chiesto lui di incontrarmi – sono le parole del vescovo –  e l’ho fatto, ma non per par condicio, voleva chiarire la questione dell’editoriale pubblicato dalla Voce e gli ho spiegato che quell’articolo rientra in una questione pastorale, che nulla ha a che fare con la politica». Anche con Pillon l’incontro è stato «cordiale, chiarificatore e anche di apprezzamento per la difesa dei valori della famiglia dei quali queste associazioni si fanno portavoce, ma certamente quando le posizioni si irrigidiscono diventa difficile dialogare. Ecco, l’appello a moderare i toni, riconducendo il dialogo a un contesto civile, vale sempre e per tutti. Se intendo mettere Bucaioni e Pillon intorno a un tavolo? Non ci ho riflettuto, ora per noi è importante dialogare».

«Chiesto a Boccardo di vigilare su presunte “cure” dell’omosessualità» Sempre a Umbria24, il presidente Stefano Bucaioni ha commentato che nell’ambito dell’incontro, «pur rispettando le reciproche diversità e sottolineando le opposte vedute, abbiamo convenuto sull’opportunità di favorire un dialogo sui temi che ci vedono su posizioni comuni, a partire dai migranti e dagli ultimi». Bucaioni, presente all’appuntamento insieme al segretario Lorenzo Ermenegildi Zurlo, ha sottolineato come il vescovo Boccardo abbia voluto evidenziare il fatto che «la Chiesa non ha bisogno di rappresentanti – il passaggio è riferito al senatore Pillon – quando decide di entrare sui temi della politica e della società civile, la Chiesa si rappresenta da sé». Secondo Bucaioni la presa di posizione di Renato Boccardo non è semplicemente rivolta al «Pillon, ma a tutto il mondo oltranzista cattolico che il senatore rappresenta». E poi: «Gli abbiamo anche chiesto di vigilare sul tema delle ‘terapie riparative’. Dal nostro osservatorio, precisamente nel nostro punto di ascolto, abbiamo diverse testimonianze di ragazzi che sono stati sottoposti a queste pratiche di presunta  ‘cura’ dell’omosessualità che non hanno nessuna evidenza scientifica e che hanno fatto troppi danni».

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