martedì 28 gennaio - Aggiornato alle 16:11

‘Il sogno di molti io lo realizzo’: dopo il deserto in bici dalla Siberia al Polo Nord, a 22 anni. E’ umbro

E’ partito per sfidare le temperature di meno 60. Ha 3 anni di viaggio sulle spalle, 37 paesi, 57 mila chilometri

Lorenzo Barone

di Maurizio Troccoli
Il sogno di molti, quello di girare il mondo, anche senza le minime premesse economiche, c’è chi, oltre a coltivarlo, lo realizza. E’ umbro, ha 22 anni, viene da San Gemini e ha già tre anni di viaggi di fortuna sulle spalle. Si chiama Lorenzo Barone. E’ di nuovo in sella alla sua bici a sfidare le più rigide condizioni del pianeta terra, per migliaia di chilometri. Che, ad oggi, cioè al primo giorno del suo prossimo viaggio, fanno 57mila compiuti in 37 paesi. Come? Finanziandosi attraverso la vendita dei propri scatti di viaggio. A volte guadagnando poco o niente, a volte con affari più fortunati. E poi attrezzature approntate in maniera artigianale, grazie all’aiuto di un vicino di casa, la sua bici e i componenti per aggiustarla in caso di necessità, coraggio, desiderio di conoscenza e voglia di vivere.

Avventure Nel deserto del Sahara se l’è dovuta vedere non soltanto con le temperature bollenti di giorno e rigide di notte, con la scarsezza d’acqua e con le forze ridotte allo sfinimento, ma anche con gli scorpioni e bande di assalitori che l’hanno minacciato e intimorito. Oggi è invece in volo per la Russia, atterra a Mosca da dove raggiungerà la Siberia per attraversarla, in sella, fino al Polo Nord. Vuole fare scivolare i piedi dai pedali ghiacciati per toccare il suolo di Oymyakon, lì dove le ciglia si ghiacciano, considerato il villaggio più freddo al mondo, nella regione della Yakutia, la più gelida della Russia. In questo villaggio si è più vicini al Circolo Polare Artico che a una qualunque città e la costanza è vivere sotto lo zero. Qui si possono superare i meno 60 e, nel 2018, si è raggiunti i -67 gradi e si sostiene che si siano toccate temperature record di -72.

Approfondimento Lorenzo Barone prima di partire ha approntato e sistemato la sua attrezzatura con l’aiuto di un vicino di casa. Prima di partire fa il calcolo di cosa gli possa tornare utile sulla base delle esperienze precedenti. Prova a calcolare anche le risorse economiche minime necessarie e, soltanto dopo averle racimolate con le sue vendite, si predispone al prossimo tour. Tra i lavori preparatori ci sono anche le modifiche alle attrezzatura in vista delle temperature estreme. C’è il rischio di congelamento delle mani, come quello di non potere accendere nessuna fiamma per riscaldare l’acqua per bere e cucinare. Ecco che quindi gli utensili vengono dotati di manici che, in caso di difficoltà aiutano nell’attività, apparentemente semplice, di avvitare o svitare i coperchi, mentre ci si attrezza con delle bombolette di benzina che possono funzionare fino a meno 40 gradi per accendere il fuoco. Da Mosca Lorenzo raggiunge Magadan, in Siberia, qui si dedica agli ultimi accorgimenti per poi tentare la sua ennesima sfida. Cinque mila chilometri, in tre mesi, il tempo della scadenza del visto, per attraversare tutta la Siberia nella stagione invernale.

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