mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 15:09

Il referendum boccia la fusione tra i Comuni: vittoria del ‘no’ con il 51,33% dei voti

di M. To.

Due su tre. I due referendum consultivi per l’istituzione di un nuovo Comune, attraverso la fusione di quelli di Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone di Orvieto e Parrano, hanno avuto un esito sorprendente. Perché ad esprimersi per il ‘sì’ sono stati i cittadini di Fabro e Parrano; mentre a Ficulle, Montegabbione e Monteleone di Orvieto si sono schierati sul fronte opposto. E alla fine sono stati la maggioranza.

Vince il ‘no’ A scrutinio completato, i voti contrari alla costituzione del Comune unico sono stati 2.184, pari al 51,33%, mentre i voti favorevoli sono stati 2.071, pari al 48,67%. Ma il voto importante è quello Comune per Comune. I voti contrari hanno prevalso a Ficulle (71,06%), Montegabbione (58,19%) e Monteleone di Orvieto (56,07%). I voti favorevoli alla fusione, invece, sono stati maggioritari a Fabro con (64,27%) e Parrano (68,97%).

I votanti Nel Comune di Fabro hanno votato in 1.422, il 61,16% dei 2.325 aventi diritto; a Ficulle si sono recati ai seggi in 956, il 69,23% dei 1.381 complessivi; a Monteleone di Orvieto hanno votato in 926, il 74,5% dei 1.243 aventi diritto; a Montegabbione sono andati ai seggi 715 dei 1.007 previsti, pari al 71% e a Parrano hanno votato in 295, il 58,19% dei 534 aventi diritto.

Le conseguenze Questi risultati hanno reso pressoché inutile il secondo referendum – quello nel quale ci si doveva pronunciare sulla eventuale fusione solo tra Comuni contigui nei quali l’esito referendario fosse stato favorevole – in quanto Fabro e Parrano non lo sono.

La norma Il referendum, va ricordato, era consultivo e, quindi, entro 60 giorni dalla proclamazione dei risultati, la giunta regionale dovrà presentare un disegno di legge per proporre la costituzione del Comune unico: «Il disegno di legge di fusione – era stata la precisazione della Regione – potrà essere presentato anche se l’esito del referendum sarà negativo. Ovviamente l’assemblea regionale, nella sua autonomia legislativa, potrà poi approvare o respingere la richiesta». Ma di sicuro il voto di domenica non potrà essere ignorato.

 

Una replica a “Il referendum boccia la fusione tra i Comuni: vittoria del ‘no’ con il 51,33% dei voti”

  1. flavio tito ha detto:

    Questo domostra che in certe questioni la democrazia diretta non ha senso, ha senso invece eleggere dei rappresentanti che scelgano, avendo il coraggio e la lungimiranza di guardare più in là

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