martedì 24 novembre - Aggiornato alle 18:53

Il pavimento pelvico non ha più tabù. L’esperta: «Anche la sessualità può trarne giovamento»

La dottoressa Bassini: «Problemi che compaiono a tutte le età. La fisioterapia cura le disfunzioni come il dolore pelvico e l’incontinenza ma anche sintomi meno conosciuti come la dispareunia»

La dottoressa Elia Bassini

di Dan. Nar.

Perdite involontarie di urina? Dolore durante i rapporti? Impellente bisogno di urinare? Bruciore continuo alla zona pelvica? Problemi di stitichezza? Cistiti ricorrenti dopo i rapporti? Sensazione di peso o pressione nella parte inferiore del bacino? Spesso la causa potrebbe essere un problema al pavimento pelvico e la fisioterapia può aiutare a superare queste problematiche. Disfunzioni che molto spesso si sottovalutano e che riguardano anche i giovani e non soltanto gli over 50 come erroneamente si crede. A sottolinearlo ad Umbria24 è la dottoressa Elia Bassini, fisioterapista ed esperta in riabilitazione del pavimento pelvico, in Umbria una delle prime ad affrontare questo settore della fisioterapia, dal 2010.

Problematiche d’interesse «L’attenzione e l’interesse per questo argomento sono sicuramente cresciute negli ultimi anni – spiega Bassini – ma ancora c’è molto pudore e soprattutto la concezione che l’insorgenza di tali sintomi sia scontata con l’avanzare dell’età e la soluzione sia arrendersi ed accettarli. È importante far arrivare il messaggio che non è normale avere incontinenza o dolore durante i rapporti sessuali ed è possibile curarli». «Va puntualizzato – prosegue – che rispetto a dieci anni fa l’attenzione scientifica in questo ambito è aumentata ma ancora non tutti i professionisti sanitari hanno la giusta conoscenza riguardo la riabilitazione del pavimento pelvico e le sue potenzialità terapeutiche».

Specializzazioni La dottoressa Bassini (www.eliabassini.it) ha perfezionato la sua formazione post laurea conseguendo corsi di primo livello e livello avanzato specifici in riabilitazione del pavimento pelvico, e il diploma di Riabilitazione dei Disordini della Defecazione. Ha svolto docenza presso il Master “Trattamento delle disfunzioni pelvi-perineali” dell’Università Bicocca di Milano ed è attualmente referente del NIS, Network di interesse specialistico per le disfunzione del pavimento pelvico, all’interno di Aifi (associazione italiana fisioterapisti). Ha presentato anche a livello internazionale un suo lavoro sulle disfunzioni del pavimento pelvico in pazienti con sclerosi multipla. Svolge la sua attività di libera professionista in strutture cliniche private presso le città di Perugia, Foligno e Città di Castello.

Pavimento pelvico Il pavimento pelvico, spiega Bassini, «è costituito da un insieme di muscoli e fasce, che chiudono inferiormente il bacino e si estendono come un’amaca partendo dall’osso sacro fino all’osso pubico. I muscoli del pavimento pelvico svolgono un ruolo importante nel controllo della vescica e dell’intestino e prendono parte nell’attività sessuale. Tali muscoli possono essere indeboliti sia nella donna che nell’uomo». Obesità, gravidanza e parto, menopausa, interventi chirurgici alla prostata, stitichezza, svolgimento di attività con continuo sollevamento di pesi, tosse cronica (ad esempio, tosse del fumatore o bronchite cronica e asma) rappresentano tutti dei fattori di rischio che possono portare ad una disfunzione del pavimento pelvico.

Disturbi «Sicuramente il prolasso degli organi pelvici e l’incontinenza sono i disturbi più frequenti e più conosciuti, mentre del dolore pelvico, della cistite post coitale e della vulvodinia se ne parla meno in quanto sono oggetto di tabù e pudore essendo correlati alla sfera sessuale» sottolinea Bassini. La dispareunia, «un sintomo molto più diffuso di quanto si creda», osserva Bassini, «si manifesta con dolore genitale durante la penetrazione, da non con fondere con il vaginismo: caratterizzato questo dalla contrazione involontaria dei muscoli del primo terzo della vagina in risposta ad un tentativo di penetrazione (non solo riferito ai rapporti sessuali ma anche tentativi di penetrazione con un tampone o con un dito per una visita o esame fisico)».

Riabilitazione e tecniche «La riabilitazione del pavimento pelvico – evidenzia ancora Bassini – svolge un ruolo preventivo strategico e curativo attraverso l’individuazione caso per caso dei meccanismi fisio-patologici alla base della disfunzione. Il programma riabilitativo perineale è complesso e prevede l’utilizzo di varie tecniche terapeutiche come: chinesiterapia pelvi-perineale, biofeedback, stimolazione elettrica funzionale e terapie comportamentali (indicazioni di igiene di vita, correggere abitudini errate, consigli alimentari). La chinesiterapia può essere considerata il vero cardine riabilitativo». Conclude Bassini: «Associando queste tecniche, si elabora il trattamento che prevede la presa di coscienza del piano perineale, il miglioramento della sensibilità, del tono e della forza muscolare e il recupero di una qualità di vita soddisfacente».

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