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martedì 9 agosto - Aggiornato alle 12:00

Covid, vertice Tesei-Speranza: «Valutiamo zone arancioni rinforzate. Lockdown? Non escluso ma obiettivo è riaprire»

Il ministro: «Umbria osservata speciale per varianti». La presidente: «Chiesti vaccini e ristori. Coletto a Roma? Non so, spero resti»

Tesei con Speranza

di Maurizio Troccoli e Ivano Porfiri

Lockdown in arrivo per l’Umbria? L’opzione non viene esclusa, ma la presidente Donatella Tesei auspica che «già queste misure (quelle adottate attualmente, ndr) risultino efficaci e che possiamo avviarci così verso una fase di aperture. È quindi tutta una valutazione aperta perché la natura di queste scelte è veramente scientifica e sanitaria». La governatrice lo dice al termine della visita del ministro della Salute Roberto Speranza. Una sortita abbastanza improvvisa, alla vigilia del voto di fiducia alla Camera per il governo Draghi, ma evidentemente urgente. Il che fa intendere quanto l’Umbria sia osservata speciale a Roma.

VIDEO – TESEI: «COLETTO A ROMA? NON SO»

FOTOGALLERY: SPERANZA A PERUGIA

Umbria sotto la lente «Dobbiamo monitorare con grande attenzione quanto sta accadendo in Umbria – ha affermato Speranza dopo l’incontro coi vertici politici e sanitari della Regione – , qui le varianti hanno condizionato la curva del contagio prima che altrove. Capire quanto sta avvenendo è importante per valutare l’impatto delle misure assunte. Il Governo è vicino alla comunità regionale». Una dichiarazione stringata, senza conferenze stampa per rispetto all’insediamento ancora non avvenuto del governo e anche perché le parole, in questa fase vanno soppesate attentamente. Forte è infatti il pressing degli scienziati, in Umbria, ma anche nel resto d’Italia, per un lockdown che non faccia allargare le varianti a macchia d’olio.

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Arancione rafforzato Ma da quanto trapela, la Regione vorrebbe evitare ulteriori strette, se non veramente necessarie. Per questo sta lavorando a delle possibili «zone arancioni rinforzate». Il che potrebbe voler dire applicare alcune restrizioni più forti dell’arancione in provincia di Terni, dato che in quella di Perugia vige già il «rosso rafforzato». Tutto dipenderà dai prossimi giorni. «Queste situazioni – ha spiegato Tesei – le condividiamo con la nostra sanità regionale, il nostro Comitato tecnico scientifico ma anche con l’Iss». Tesei ci tiene a evidenziare la collaborazione con gli esperti del Cts nazionale che «si sono espressi in termini positivi per il grande sforzo che sta facendo l’Umbria e per la condivisione del percorso. E un segno di vicinanza è il bando con cui la protezione civile sta reclutando personale sanitario da mandare in Umbria. «Grazie ad esso – ha evidenziato Speranza – arriveranno altri medici, infermieri e Oss per risposta all’emergenza».

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Coletto a Roma? Tesei commenta positivamente la conferma di Speranza con cui «ho sempre avuto buoni rapporti». Glissa, invece, sull’ipotesi di Luca Coletto nominato sottosegretario e dunque in partenza per Roma: «Non ho capacità di interferire su questo, non so niente. Per ora è qua e spero resti». Riferisce anche di aver formulato alcune richieste come 50 mila vaccini in più. «Il ministro ha detto che farà il possibile anche perché in questa situazione le dosi aggiuntive sono coerenti». E poi ancora ha sollecitato ristori per le aziende e le famiglie.

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Oliviero: «Cambio paradigma» «L’incontro di oggi con il ministro Speranza – ha detto il rettore Maurizio Oliviero, presente alla visita – ci ha dato una grande opportunità: quella di parlare di futuro, perché è esattamente in questa direzione che l’Ateneo vuole guardare, specialmente in questo periodo non certo facile e a soli due giorni dall’apertura delle celebrazioni per i 700 anni di Medicina dell’Università degli Studi di Perugia. E futuro significa investimento nei giovani medici e specializzandi, significa terapia di tipo CAR-T in Umbria, significa telemedicina e medicina 4.0. Occorre, non solo in Umbria ma in generale, un cambio di paradigma che coinvolga ricerca e assistenza medica. Progetti innovativi, alcuni dei quali stiamo già realizzando. Ringrazio il ministro Speranza che ci ha ascoltati con grande apertura e lungimiranza e naturalmente la Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, con cui la comunità accademica sta quotidianamente collaborando per la gestione delle tante difficili situazioni legate all’emergenza pandemica in corso».
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Vertici sanità Nel corso del pomeriggio il ministro, la presidente Tesei e il rettore Oliviero hanno anche incontrato l’assessore alla Sanità Luca Coletto, il direttore generale Claudio Dario ed i direttori generali delle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni e delle Asl 1 e 2, vale a dire Marcello Giannico, Pasquale Chiarelli, Gilberto Gentili e Massimo De Fino, ed il Commissario per l’emergenza Covid Massimo d’Angelo. A seguire, in video conferenza, si è tenuto un incontro con i rappresentanti dei vari Ordini professionali della sanità. Focus ovviamente sulla situazione umbra, che ormai è più che nota, sia per quanto riguarda l’affollamento negli ospedali che la lotta alle varianti. Va detto altresì, che un conto è osservare l’Umbria dall’interno, altro è guardarla da fuori la zona rossa, ad esempio, dal ministero o dalla protezione civile nazionale. Da dove più di qualcuno considera questo perimetro come un primo laboratorio, particolarmente sulla frontiera delle varianti. Quella brasiliana, inglese e sudafricana che abbiamo imparato a conoscere e quelle che arriveranno. Insomma l’Umbria come una palestra per farsi trovare pronti, in evoluzione, a combattere le mutazioni del virus. D’altronde è qui che si sono alzate le antenne alla prima percezione di segnali allarmanti, come l’aumento spropositato dei contagi localizzati, la re-infezione di chi aveva già avuto il virus, i focolai ospedalieri, che poi hanno dato vita ai sequenziamenti che, forse con ritardo, da Roma, hanno restituito la certezza che il virus presente nella nostra regione, ha sostanzialmente avviato la sostituzione di quello precedente, attestandosi ben oltre il 50% dell’incidenza, con progressiva, veloce e ormai inevitabile sostituzione. Quella a cui sta assistendo e, sempre più assisterà, il resto del Paese.

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