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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 20:45

Il Cardinale Bassetti: «Il mio episcopato sta per finire. Pregare tanto»

Dai francescani di Perugia l’atteso incontro tra ebrei e cristiani

©Fabrizio Troccoli

«Vorrei, per tutti coloro che, docili allo Spirito, si sono posti in un cammino sinodale, ripresentare tre parole espresse da Papa Francesco nell’incontro di Firenze del 2015: umiltà, disinteresse, beatitudine». È quanto scrive il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella sua lettera di inizio 2022 alla comunità diocesana dedicata al Cammino sinodale della Chiesa italiana, a partire dalle sue 227 diocesi, consultabile integralmente sul sito: www.diocesi.perugia.it .

Bassetti Il Cardinale parla di una «chiesa che non si chiude, che offre ospitalità a tutti», «Il vangelo perciò deve diventare una presenza che ‘abita’ la vita degli uomini»  come «una forza rigeneratrice». Aggiunge: «Mettiamoci all’opera, con coraggio, fiducia e tanta gioia, perché è il Signore che per primo ci dà l’esempio, la forza e il coraggio per intraprendere questo cammino, che è l’esatto contrario di tutte le chiusure e gli egoismi, che anche la diffusione del covid ha alimentato». Guarda alla conclusione del suo episcopato Bassetti: «Fratelli e figli, amati nel Signore, il mio episcopato sta per concludersi, ma per quel po’ che mi resta, assieme al vescovo ausiliare mons. Marco e tutti voi, voglio continuare a camminare con questa nostra chiesa perusina-pievese e condividere le tappe del cammino sinodale ‘dal basso’, come ci ha chiesto Papa Francesco». E poi: «Occorre molto pregare. A questo vi invito con la sollecitudine di vostro pastore».

Incontro con ebrei Nel Convento dei Frati Minori in Monteripido di Perugia, lunedì 17 gennaio, alle ore 17, si terrà l’incontro celebrativo della XXXIII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. Interverranno il Cardinale, Marco Cassuto Morselli, presidente della federazione delle Amicizie ebraico-cristiane, e Annarita Caponera, presidente del Centro ecumenico ed universitario “San Martino” che presenta il tema dell’incontro: «E’ una concreta realizzazione di quel “fraterno dialogo” di cui parlava la dichiarazione Nostra Aetate (n. 4), sul dialogo con i non cristiani approvata nel 1965 dal Concilio Vaticano II, una pietra miliare, per entrambe le parti, nell’apertura di una nuova epoca, avendo auspicato un dialogo tra fratelli, tra popoli e singoli che desiderano crescere nella consapevolezza e nella consolazione di questa fraternità. Una fraternità per troppo tempo nascosta e disumanamente ostacolata, una fraternità che non abbiamo ancora finito di riscoprire, una fraternità che però si manifesta sempre più nella sua indispensabile e provvidenziale attualità». Radici ebraiche. «I cristiani, per comprendere se stessi – aggiunge la prof.ssa Caponera –, non possono non fare riferimento alle radici ebraiche, e la Chiesa, pur professando la salvezza attraverso la fede in Cristo, riconosce l’irrevocabilità dell’Antica Alleanza e l’amore costante e fedele di Dio per Israele. Dio non abbandona il suo popolo come anche il tema scelto quest’anno dimostra, tratto dal libro di Geremia 29,20: “Realizzerò la mia buona promessa”». L’incontro proseguirà con il vernissage “Alberi. The Aleph Beth of Nature” dell’architetto Marisa Zattini. Per quanti non potranno prendere parte all’incontro (la partecipazione è limitata in ottemperanza alle norme per il contenimento del contagio da Covid-19), verrà registrato e pubblicato sul sito: www.lapartebuona.it .

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