giovedì 19 settembre - Aggiornato alle 04:38

Il bosco tra Città della Pieve e Piegaro per parlare di foreste hi-tech: in onda su Rai1 per Superquark

Nella puntata condotta da Piero e Alberto Angela protagonista il patrimonio boschivo della famiglia Margaritelli, al centro di un progetto unico in Italia di ‘alberi parlanti’

Il bosco di Piegaro della famiglia Margaritelli al centro del progetto

di Dan. Nar.

A Superquark del 28 agosto su Rai1 (h. 21:25) il Bosco di Piegaro della famiglia Margaritelli sarà protagonista nella puntata condotta da Piero e Alberto Angela. Nel servizio dedicato alle foreste Hi Tech e al controllo del patrimonio boschivo grazie a satelliti, droni e sensori applicati direttamente sugli alberi, sarà presentato il progetto Trace (TRee monitoring to support climate Adaptation and mitigation through pefc CErtification), applicato nel bosco umbro per sperimentare il sistema dei sensori chiamati “Tree Talker”, finanziato dal PEFC Internazionale e nato dalla collaborazione tra PEFC Italia e la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC). Nel servizio di Paolo Magliocco e Gianpiero Orsingher l’esperimento sarà spiegato dal professor Riccardo Valentini, membro del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, insignito nel 2007 del Premio Nobel per la Pace, insieme ad altri ricercatori del Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), per le ricerche relative ai cambiamenti climatici.

Esperienza unica in Italia L’obiettivo di questa esperienza, unica in Italia e presente in altri tre Paesi nel mondo (Russia, Cina e Spagna), ma soprattutto la scelta del Bosco di Piegaro della famiglia Margaritelli è spiegata da Antonio Brunori, ideatore dell’attività e segretario generale del PEFC in Italia: “Il progetto, iniziato nell’ottobre 2018, intende migliorare gli attuali sistemi di monitoraggio delle foreste e delle piantagioni arboree attraverso l’applicazione del sistema Tree Talker basato sulla trasmissione di informazioni ecofisiologiche degli alberi attraverso internet, in grado di fornire in tempo reale una rete di monitoraggio delle funzioni dell’albero, con rilievo a distanza delle condizioni fitosanitarie della foresta. E’ stata scelta la foresta certificata di proprietà della famiglia Margaritelli perché i suoi 146 ettari (di bosco di latifoglie spontanee, piantagioni di alberi di pregio e foresta a conifere) rappresentano un ideale luogo di sperimentazione per l’alto livello di gestione, rispetto della Natura e promozione dei servizi ecosistemi messi in atto dalla Selvamar”.

Alberi parlanti Gli “alberi parlanti” collegati all’IoT (Internet of Things) sono 30, appartenenti a diverse specie, tra cui douglasia (Pseudotsuga menziesii), pino silvestre (Pinus sylvestris), rovere (Quercus petraea), Cerro (Quercus cerris), ciliegio (Prunus avium) e sono dotati di un pacchetto di sensori per misurare diversi parametri quali i flussi d’acqua, la crescita in diametro, la quantità e la qualità del fogliame, la stabilità, la respirazione, la salute e la mortalità degli alberi in risposta a fattori umani e climatici. “Dall’ultimo rapporto IPCC pubblicato l’8 ottobre scorso è emerso che l’incremento di 1,5 °C della temperatura terrestre dovrebbe manifestarsi già a partire dal 2030, e questo dimostra che i tempi sono stretti e che è reale la necessità di dotarsi di strumenti intelligenti e veloci per monitorare i nostri boschi, concreta e solida àncora di salvataggio per il clima” affermano da Margaritelli. “Siamo felici di poter mettere l’innovazione al servizio della natura – aggiunge Andrea Margaritelli, presidente della Fondazione Guglielmo Giordano – per monitorare lo stato di salute di boschi e foreste. Il patrimonio che siamo chiamati a custodire come un bene prezioso per poi trasferire alle generazioni future”.

Il suono della foresta La Foresta di Piegaro, a Città della Pieve, un bosco certificato per la gestione sostenibile degli alberi, che i Margaritelli, in quanto proprietari, dal 1969 hanno ripopolato con alberi giovani, è protagonista anche di un altro progetto: oltre a Trace, studio internazionale che permette di conoscere lo stato di salute dei boschi monitorando gli effetti del cambiamento climatico, c’è anche ‘Natural Genius’ che ha visto la collaborazione con il musicista Federico Ortica, il quale ha trasformato il bosco in un originale palcoscenico per un’installazione sonora multisensoriale, intitolata “ResonaTrees”, alberi risonanti che sfruttano le vibrazioni del legno. Dopo un lavoro di ricerca durato più di un anno, l’artista ha catturato il suono di queste magnifiche creature viventi attraverso dei trasduttori appositamente modificati e applicati sul tronco e sui rami. Un lavoro che quindi ha cercato le voci e non il silenzio del bosco.

I commenti sono chiusi.