Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 16 maggio - Aggiornato alle 19:35

Idroelettrico, 5 stelle all’attacco: «Soldi dei ternani nelle casse della Regione, basta»

Consiglio approva atto di indirizzo. Luca Simonetti, focus sulla Cascata: «Città rinuncia a milioni di euro»

«Il ‘sacco’ delle Marmore deve finire. Questo il messaggio che da Terni parte forte e chiaro verso la giunta regionale. Terni sta rinunciando a milioni di euro derivanti dallo sfruttamento turistico della Cascata». Queste le parole di Luca Simonetti, Movimento 5 stelle, in una nota. Focus sulle risorse idroelettriche in consiglio comunale mercoledì pomeriggio: approvato un atto di indirizzo, votato all’unanimità, che chiede che le risorse idriche del territorio siano un vantaggio economico per Terni.

Risorse idroelettriche L’atto, redatto al termine di una riunione dei capigruppo, estremamente stringato,  ‘impegna il sindaco e la giunta a sostenere le proposte approvate in sede di Gal e qualsiasi altra iniziativa a vantaggio del territorio ternano in termini di ritorno economico inerente lo sfurattamento  delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica’. Il documento condiviso è arrivato al termine della seduta che era stata originata da una richiesta di discussione sul disegno di legge regionale disciplina di assegnazione delle risorse idroelettriche.

Movimento 5 stelle «E una volta tanto sui grandi temi della città il consiglio comunale riesce a fare squadra», commenta Luca Simonetti che aggiunge: «L’atto presentato dal Movimento 5 stelle insieme alle altre minoranze aveva un solo obiettivo: stimolare l’apertura di una discussione intorno a una criticità evidente e non più rinviabile. La Cascata delle Marmore, infatti, rimane aperta solo per circa 1.200 ore l’anno per consentire al gestore di produrre energia elettrica. Ma a queste rinunce non corrispondono ristori economici adeguati. Non è accettabile che la presenza di acque in questa terra costituisca motivo di extra tassazione per la gestione del consorzio di bonifica. Allo stesso tempo la maggior parte dei soldi generati dalla presenza di questa ricchezza finiscono nel bilancio generale della Regione Umbria. Ora la palla passa al sindaco e a quei consiglieri regionali che durante le elezioni si sono posti a paladini della difesa del territorio. La partita da non perdere da qui ai prossimi anni è fare in modo che la Regione subentri direttamente alla gestione degli impianti. È possibile farlo – chiosa il pentastellato – seguendo modelli gestionali di lunga data e di alta efficacia come quelli della Valleé e del Taa, coinvolgendo società partecipate locali/regionali o creandone appositamente, così da avere certezze sulla rendita senza attendere le scarne compensazioni che arrivano sui territori».

I commenti sono chiusi.